A Trieste con Italo Svevo

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Una città mitteleuropea amata da molti scrittori

Italo Svevo, pseudonimo di Ettore Schmitz, di famiglia ebrea di ascendenza tedesca per parte di padre, nacque a Trieste nel 1861, città italiana sottoposta alla dominazione austriaca. Il suo pseudonimo esemplifica le molteplici confluenze culturali in cui vive, che sono poi rilevabili nelle sue opere. L’attaccamento alla città natale è forte per lo scrittore, permea i suoi lavori e ancora oggi, passeggiando per le strade di Trieste, possiamo sentirci come Zeno Cosini, Alfonso Nitti o Emilio Brentani, i protagonisti dei suoi romanzi. Questo perché la città ha mantenuto intatto il suo centro, come nei primi anni del Novecento.

Alla fine della prima guerra mondiale la città versava in una situazione difficile, con la borghesia che aveva ormai perso il suo potere dopo il fortunato periodo sotto la dominazione asburgica. Italo Svevo, attraverso il personaggio di Zeno Cosini, protagonista de La coscienza di Zeno, raffigura questa borghesia in disfacimento. Nello stesso periodo anche Freud, a Vienna, smascherava le debolezze di questa classe sociale. La coscienza di Zeno è un ritratto della borghesia che non è più in grado di prendere decisioni, ormai ridotta a fantasma di se stessa.

L’itinerario alla scoperta della Trieste sveviana parte dalla casa in cui nacque lo scrittore, al numero 16 di via dell’Aquedotto, che oggi sarebbe il 16 di viale XX Settembre. Il piccolo Ettore è il quarto figlio di un commerciante in vetrami, Francesco Schmitz, e di Allegra Moravia. Da bambino frequenta la sinagoga in via delle Scuole Israelitiche, dove oggi sorge la questura e l’adiacente via Tor Bandana.

Il giovane Svevo, amante della lettura, è un ospite assiduo della Biblioteca Civica di piazza Lipsia, che oggi si chiama piazza Hortis. Ricorda questo luogo anche in Una vita: ‘Scoperse la biblioteca civica e quei secoli di cultura messi a sua disposizione, gli permisero di risparmiare il suo magro borsellino’. Oggi la biblioteca ospita il Museo Sveviano: vi si conservano molte fotografie dell'album di famiglia, che ricostruiscono la vita dello scrittore e di coloro che gli erano vicini. Vi si trovano inoltre alcuni volumi della sua biblioteca e molti dei suoi scritti: commedie, saggi, articoli, novelle, favole, pagine di diario e appunti personali. Non si può dimenticare il suo preziosissimo epistolario, ricco di lettere alla moglie Livia e di lettere, fra gli altri, di Joyce, Montale, André Gide, Prezzolini, Valerio Jahier, Vasco Pratolini e Giovanni Comisso. Sono custoditi anche il suo violino, la sua penna d'oro e materiale documentario. Il museo raccoglie anche la corposa bibliografia critica su di lui e sulle sue opere. Nel giardino di fronte alla biblioteca è stata posta una statua che raffigura il romanziere.

Lo scrittore è amante anche del teatro, frequenta il Filodrammatico, uno dei teatri cittadini di prosa, e si confronta con altri amici letterati nei caffè storici di Trieste. Il locale forse più amato e frequentato è il Caffè Stella Polare, nella zona del Borgo Teresiano, vicino alla Chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Le viuzze di Cittavecchia, il passeggio Sant’Andrea, uno dei punti panoramici della città, e piazza Unità d'Italia (l’allora piazza Grande), sono lo scenario delle sue passeggiate, oltre ad essere luoghi che ritroviamo nei romanzi.

L’amicizia di Svevo con Joyce, fondamentale per la sua formazione letteraria e artistica, nasce alla Berlitz School, in via San Nicolò, dove Italo prende lezioni d’inglese dal noto scrittore irlandese. A fianco del palazzo della Borsa c’è la sede della Banca Union, presso il palazzo Tergesteo: nella filiale della banca Svevo lavora per 18 anni, traendone ispirazione per scrivere Una vita. Italo lavora anche per il quotidiano L’Indipendente, giornale di stampo socialista per il quale scrive recensioni e saggi teatrali e letterali. L’itinerario si conclude alla tomba di Italo Svevo, un tempietto su cui campeggia il nome della famiglia, che si trova al cimitero Sant'Anna, in via Costalunga.

I luoghi di Svevo si possono visitare grazie a una mappa creata dal Comune di Trieste e dal Museo Sveviano, ma sono disponibili anche visite guidate, che fanno parte di un programma più ampio di visite alla ‘Trieste Letteraria’, a cura dell’Ente Turismo Friuli Venezia Giulia.

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