Il passo di Monte Croce Carnico e la valle del But

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Scoprire i luoghi che hanno fatto la storia del Friuli

La zona della Carnia, in Friuli-Venezia Giulia, è un vero e proprio museo all’aria aperta che reca importanti testimonianze di uno capitoli più tristi della storia del Novecento: si tratta degli avvenimenti bellici della Grande Guerra, che videro confrontarsi su questo territorio italiani e austriaci. Siamo in provincia di Udine, nella valle del But, dove si trova il passo transalpino di Monte Croce Carnico, valico percorso sin dall’antichità, che mette in comunicazione il nord della penisola con le regioni austriache; la zona è intrisa di ricordi della prima guerra mondiale, visitare queste montagne, i suoi cammini e le sue valli diventa così l’occasione per vedere i luoghi che furono teatro dei combattimenti, le postazioni, le trincee e i sentieri percorsi dai soldati.

Il passo è raggiungibile seguendo l’antica via Iulia Augusta, costruita tra il 16 e il 15 a. C. durante le campagne di conquista dei popoli alpini per volere dell’imperatore Augusto, al fine di favorire gli spostamenti militari; la strada partiva da Aquileia, punto strategico sulla costa del Mar Adriatico, e saliva verso il Norico in Austria. Per raggiungere il Plöckenpass, ovvero il passo di Monte Croce Carnico, si consiglia di percorrere a piedi il cammino che parte dal paese di Timau e scende nella valle del Gail a Mauthen, già oltre il confine. Si tratta di un passaggio stretto tra le pareti della Creta di Collinetta e del Pal Piccolo.

La zona intorno a Timau è famosa dal Medioevo per l’estrazione mineraria dalle gallerie del Pal Grande e del Pal Piccolo: la costruzione della città, infatti, risale proprio al 1284 per opera di alcuni minatori locali.

Nella piazza della città sorge il monumento alle Portatrici carniche, le donne che, guidate dal coraggio e dal patriottismo, parteciparono alle attività belliche rifornendo il fronte di munizioni e approvvigionamenti, divenendo così un fondamentale supporto per i soldati. Il personaggio della zona è Maria Plozner Mentil, uccisa nel 1916 da un cecchino austriaco mentre si era fermata a riposare con una compagna: nel 1997 l’eroina è stata scelta come rappresentante di tutte le portatrici ed è stata insignita della medaglia d’oro al valor militare. A Timau sorge inoltre il museo storico ‘la zona Carnia nella Grande Guerra’ che espone reperti, tra cui armi, abiti e attrezzi, documenti storici, fotografie, ricostruzioni e video.

Dalla città, seguendo la segnaletica, si comincia a salire in direzione Monte Croce Carnico. Superato il torrente But si arriva al tempio ossario, dove un tempo probabilmente sorgeva la mansio romana Statio Temaviensis, una stazione di sosta. Il tempio è oggi un monumento in ricordo dei caduti della battaglia del 1764 tra austriaci e friulani. Dietro l’edificio comincia l’antico cammino verso il passo, nella natura incontaminata delle alpi carniche tra boschi di abeti e faggi. Il territorio conserva le tracce di numerose frane, molto frequenti nella zona.

Dopo aver guadato il torrente in località Laghetti, e aver percorso un tratto sulla strada asfaltata, la salita segue un percorso diagonale, diventa una pista forestale e ripercorre il tracciato romano della via Iulia Augusta. Si continua a salire seguendo la mulattiera fino a quando si cominciano a scorgere le vette del confine. Si attraversano i verdi pascoli di Casera Collinetta di Sotto, sullo sfondo di punte rocciose, talvolta innevate, si supera il rio Collinetta e si giunge finalmente al valico. Salendo s’incontrano diverse cenge che portano alle postazioni militari del Pal Piccolo: trincee risistemate, gallerie anch’esse attrezzate e percorribili e costruzioni belliche.

Nei pressi del passo è visibile un’iscrizione romana del 157 d. C., la più antica del percorso, che testimonia l’origine del cammino; per vedere le altre due incisioni è necessario tornare indietro in località Mercato Vecchio dove si legge un’iscrizione su roccia del 373 d. C., oppure imboccare una variante del percorso per vedere una scritta risalente al III secolo.

Oggi esiste un progetto di valorizzazione della zona, nato dalla collaborazione tra il Friuli e l’Austria, che si struttura in una serie di proposte culturali e turistiche: ripercorrere l’antico tracciato diventa così il cuore di un percorso tra luoghi, comuni e monumenti storici, ma anche tradizioni artigianali e prodotti tipici delle valli carniche.

www.iulia-augusta.com
www.carniamusei.org

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