Il rosso e il bianco delle terre dei Sanniti

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Strada dei vini e dei prodotti tipici campani

Il Sannio è una terra ricca di antichissime tradizioni: affonda le proprie radici nella storia della popolazione preromana dei Sanniti che abitava la zona tra il VII secolo a.C. e il I d.C.; l’attività più famosa, che si è conservata nei secoli fino a oggi, e che è ancora una delle principali attività produttive della regione, è sicuramente quella della viticoltura.

Questa zona dell’Appennino è oggi il cuore regionale della coltivazione della vite: è attraversata dalla Strada dei vini e dei prodotti tipici Terre dei Sanniti che si snoda tra diversi comuni della provincia di Benevento, tra le valli del Titerno e del Taburno. L’offerta dei vini è completa, si producono infatti rossi, bianchi e anche rosati, spumanti metodo classico e charmat, dolci passiti e dolci.

Partendo da Benevento, fanno parte della strada anche altri comuni che si affacciano sul Fondovalle Telesina: Solopaca, Guardia Sanframondi, Sant’Agata dei Goti, San Lupo, Cerreto Sannita, Dugenta, Pietrelcina, Telese Terme sono solo alcuni.

Qui la produzione vinicola è davvero la principale attività: 12.000 ettari sono occupati da ben 10.000 aziende. Il contesto in cui si produce il vino sono piccoli paesi dalla bassa densità demografica, dove la tradizione viene mantenuta viva con fervore, che si esprime della produzione di circa il 40% del vino regionale.

Lo scenario paesaggistico è davvero suggestivo, caratterizzato dai colori delle viti che per chilometri e chilometri suddividono in paesaggio in lunghe fila dai toni del rosso, del verde e del marrone. In questa terra, tra verdi colline coltivate a vigneto, piccoli borghi e cantine vengono prodotti due tra i più famosi vini autoctoni della Campania: l’Aglianico DOC ela Falanghina, rispettivamente il rosso e il bianco, i due vini più preziosi della regione. Vicino a questi due rappresentanti troviamo anche una tradizione rosata. L’Aglianico è affiancato dalle vicine DOC di Solopaca, Sannio, Guardiolo, Sant’Agata dei Goti; nella valle Telesina, oltre all’aglianico troviamo ancheil Greco, la Coda di Volpe e il Piedirosso.

L’Aglianico del Taburno prende il nome dal monte della zona di Benevento. Il vitigno ha origini antiche, quando veniva chiamato Ellenico; è coltivato a cortina semplice, con un unico cordone senza pali, un metodo che i Sanniti appresero direttamente dagli Etruschi; per quanto riguarda l’origine, alcuni la localizzano nel nordest e la fanno risalire all’arrivo dei Goti in Italia; altre testimonianze storiche, invece, la fanno risalire ai Greci. È un vino di classe, ha un intenso colore rosso rubino, un sapore deciso, armonico e vellutato; il profumo ha un sentore di frutti di bosco e note di tabacco. In genere passano due anni prima dell’arrivo sul mercato: dopo la vendemmia e la fermentazione, il vino viene affinato per ancora un anno in botti, poi passa dai 6 ai 9 mesi in barrique. Si conserva bene e può invecchiare a lungo, almeno fino a 15 anni.

L’anima bianca della zona è la Falanghina, il bianco campano per eccellenza. Il suo nome deriva dalla tradizione greca di far arrampicare le viti su pali, chiamati appunto falanghe; l’eccessiva umidità della zona non permetteva, infatti, la coltivazione ad alberello. Oltre che nella versione classica, l’uva della Falanghina rende bene se vinificata in legno o surmatura, nella versione passita, ma anche quando viene spumantizzata sia con il metodo charmat sia con il metodo classico. Di colore giallo paglierino, il gusto è intenso e fresco con una nota acida dall’ampio spettro di abbinamenti.

In questa zona incontriamo le più antiche feste del vino, per esempio nel mese di settembre quella di Solopaca con la sfilata di carri allegorici in coincidenza della raccolta dei primi chicchi d’uva della stagione, a Castelvenere, a Guardia Sanframondi e a Torrecuso. Sempre a Solopaca è possibile visitare il Museo Enogastronomico, il MEG.

La strada raggiunge anche altri prodotti di qualità della zona, innanzitutto l’olio extravergine di oliva, la mela annurca, i taralli di San Lorenzello, i torroni a San Marco dei Cavoti ma anche latticini, formaggi e carni.

www.stradadeiviniterredeisanniti.it

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