Assisi, la città della pace

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Alla scoperta dei luoghi di Francesco e Chiara

Assisi è conosciuta in tutto il mondo come la città della pace: questa denominazione è dovuta al messaggio di pace e fratellanza che la storia di San Francesco ha legato per sempre al luogo.

Qui, infatti, nacque e visse quel giovane che spinto dalla vocazione abbandonò tutto per dedicarsi a una vita di povertà e preghiera, il cui esempio divenne modello per moltissimi altri votati agli stessi principi.

La città è oggi tra le prime mete di pellegrinaggio italiane, dal 2000 è iscritta alla lista del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO in quanto testimone di un importante interscambio di valori umani, nonché di una tradizione culturale unica.

La storia di Francesco comincia dalla Porziuncola, la piccola chiesa del X secolo alle porte di Assisi, intorno alla quale si riunirono i primi fratelli e dove venne fondato l’ordine dei francescani. Dal XVI secolo la Porziuncola è protetta dalla basilica di Santa Maria degli Angeli, costruita in modo da inglobare la precedente costruzione.

Assisi conserva ancora oggi il suo fascino antico, costruita su uno sperone del monte Subasio, risalta nel panorama circostante per le bianche costruzioni di pietra calcarea che compongono il centro urbano.

La basilica della città è uno dei più importanti e famosi centri religiosi cristiani. È in realtà composta da due chiese sovrapposte: la chiesa inferiore e la chiesa superiore. La costruzione iniziò nel 1228, con l’edificazione di quella inferiore, e terminò solo nel 1367, anche se era già stata consacrata nel 1253.

La chiesa inferiore corrisponde al nucleo originario del complesso, la sua costruzione fu avviata da papa Gregorio IX due anni dopo la morte del santo, con l’intento di ospitarne le reliquie, e terminata nel 1230.

Qui si riuniscono la tradizione romanica umbra e le nuove sperimentazioni del gotico. Corrispondono a questo edificio anche le cappelle laterali. Se la chiesa inferiore si caratterizza per una costruzione bassa con colonne massicce, la parte superiore è invece alta e luminosa, con crociere a sesto acuto ed eleganti colonnine.

La basilica è il luogo dove nacque la pittura italiana: fu infatti affrescata da grandi pittori due-trecenteschi quali Giotto, Cimabue, Martini, Lorenzetti, Torriti e il cosiddetto Maestro di San Francesco; molte opere, beni e tesori ma anche oggetti sacri di rara bellezza come ceramiche e tessuti sono oggi conservati presso il Museo della Cattedrale, al quale si accede dalla navata destra della chiesa.

Le pareti della parte superiore in particolare presentano con un ciclo di affreschi tra i più famosi al mondo, ovvero le scene della Vita di Francesco, dipinte da Giotto: si tratta di ventotto immagini, dalla straordinaria resa dello spazio e della prospettiva, che ripercorrono gli episodi più significativi della vita del santo, quali il dono del mantello al povero, il miracolo della fonte, l’approvazione della regola, la predica agli uccelli e altri. È oggi in corso una disputa sull’effettiva attribuzione degli affreschi a Giotto o ad altri, per esempio Pietro Cavallini.

Via San Francesco collega la chiesa al centro della città, per visitare il cuore del borgo medievale: la piazza del comune, la cattedrale di San Ruffino con il museo e la cripta, la pinacoteca comunale, l’area archeologica.

Dall’altra parte della città si erge un altro grande edificio religioso, la basilica di Santa Chiara; la chiesa, che ospita le reliquie della santa, si riconosce subito per la facciata dominata dal rosone, decorata da bande orizzontali bianche e rosse.

Appena fuori Assisi scopriamo altri luoghi francescani come il convento di San Damiano, dove nacque la prima comunità francescana e dove, secondo la tradizione, Chiara chiese al santo di potersi unire all’ordine. Altre ragazze seguirono il suo esempio e nacquero così le clarisse. Secondo la tradizione proprio in questi luoghi il santo compose il Cantico delle creature, dal grande valore oltre che religioso anche letterario e poetico.

Un altro luogo intriso di spiritualità è l’eremo delle Carceri, circondato dal verde del bosco di lecci del monte Subasio; fu luogo privilegiato dal santo dove questi si ritirava a pregare con i suoi seguaci.

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