Le terre di bonifica

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Il Veneto che ha combattuto contro i fiumi

Un itinerario poco conosciuto ma molto ‘integro’ nel mantenere la sua connotazione rurale è quello che porta alla scoperta delle terre di bonifica in Veneto. Si tratta di una terra alluvionale bonificata attraverso gli sforzi di intere generazioni, che hanno combattuto contro i due grandi fiumi della regione: il Po e l’Adige.

Si parte dal delta, dove più che i paesi, come Porto Tolle, Loreo o Contarina, restano impressi i grandi labirinti fatti di canali di bonifica, canneti e lagune che segnano il piatto ‘deserto verde’. L’isola di Ariano rende l’idea di solitudine, silenzio e ricchezza florofaunistica che regna sul Po. Essa è anche sede del Museo della bonifica di Ca’ Vendramin, impianto attivo fino agli anni Sessanta del Novecento, successivamente restaurato e convertito in museo. All’interno sono conservate le pompe per il drenaggio e il vecchio forno a carbone che le alimentava prima dell’avvento dell’elettricità.

Per capire quanto il fiume avanzi sul mare si può visitare Adria, l’antico porto che ha dato il nome al mare Adriatico, ora molto distante da esso. È una piccola e accogliente cittadina in stile veneziano, divisa in due dal Canal Bianco, sulle cui rive si possono ancora vedere le scalinate e le banchine per il carico e scarico dei battelli fluviali che collegavano Chioggia a Venezia. Punto di partenza per visitarla è la cattedrale Nuova, dedicata ai santi Pietro e Paolo, situata nella spaziosa piazza Garibaldi e risalente agli inizi dell’Ottocento. Dalla navata sinistra si accede alla cattedrale Vecchia, ora parrocchiale di San Giovanni, dove si trovano un antico fonte battesimale in marmo greco e i resti della cripta dell’edificio primitivo.

Proseguendo verso ovest si incontra Rovigo: il cuore della città è palazzo Vittorio Emanuele II, su cui si affaccia la loggia dei Notai. Intorno belle vie con palazzi nobili, che portano alla chiesa della Beata Vergine del Soccorso, splendida costruzione seicentesca sovrastata dal campanile del Longhena. Da Rovigo si entra nel ‘profondo’ Polesine, un territorio legato all’opera di bonifica iniziata dagli ordini monastici, continuata dalla Serenissima e terminata negli anni Settanta del XX secolo, che ha reso queste terre fertilissime strappandole dalle piene del Po e dell’Adige.

Con una deviazione si giunge nella bassa pianura padovana, a Monselice, arrampicata sulle pendici di un colle coronato dalla rocca. Quest’ultima si raggiunge attraverso la via del santuario, lungo cui si incontrano quasi tutte le architetture storiche della cittadina, dalla duecentesca torre civica ai coevi castello e duomo vecchio. Infine si raggiunge il santuario delle Sette Chiese, un complesso costituito da una chiesa e sei cappelle dello Scamozzi, sul percorso che porta alla seicentesca villa Duodo.

Da Monselice si può raggiungere Este ed entrare nel cuore della storia regionale. Antico insediamento dell’età del Ferro, fu per molto tempo capitale dei veneti, i reperti della cui civiltà si conservano al Museo nazionale atestino, nel castello dei Carraresi sulla centrale piazza Maggiore. L’itinerario continua verso Montagnana, che conclude la teoria delle città locali provviste di mura, con la sua estesa cinta trecentesca dall’eccezionale stato di conservazione. Anche l’impianto urbanistico interno è ben conservato, disposto su tre strade tra loro parallele, che congiungono il castello di San Zeno e la rocca degli Alberi; al centro piazza Vittorio Emanuele II fa da scenario all’imponente duomo del XV secolo, che ospita opere di Sansovino e del Veronese.

Si toccano poi Legnago, Cerea, Bovolone, Isola della Scala, attraverso una realtà dalla duplice faccia: una profondamente agricola, con ampi spazi disegnati da una bonifica terminata solo nell’Ottocento; l’altra industriale, essendo uno dei distretti del mobile più importanti d’Europa. Il percorso termina a Villafranca di Verona, con la sua maglia urbana ortogonale disposta intorno al duecentesco castello. Nei dintorni meritano una visita Custoza e l’immenso parco di villa Sigurtà a Valeggio sul Mincio.

Da Porto Tolle a Villafranca di Verona.
170 km circa

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