Un quartiere di aristocratici

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I palazzi dei Rolli e le Strade Nuove a Genova

Genova è la città dai molti volti: il porto esprime l’identità marittima della città, tra le più antiche repubbliche marinare d’Italia, icona di viaggi di ieri e di oggi; le sue piazze medievali parlano della città antica e storica, il centro sintetizza il carattere di borgo d’arte e di scienza; la zona periferica parla, invece, d’industrializzazione e lavoro; ma c’è un quartiere ancora diverso, che esprime la sontuosità della nobiltà genovese di epoca moderna: quello dei Rolli e delle Strade Nuove.

Il nome dei palazzi, ben 42, deriva dalla lista dei Rolli, l’elenco dei rotoli promulgato nel 1576 nel quale si numeravano oltre 160 dimore scelte per ospitare diplomatici, papi, nobili forestieri, personaggi di spicco, re e imperatori durante le visite di stato. La lista serviva per estrarre a sorte il fortunato che avrebbe dovuto accogliere il visitatore; tutto questo perché l’avere in casa propria gli illustri ospiti era per le famiglie genovesi un’occasione importante: significava, infatti, poter allargare la propria cerchia di conoscenze potenti e probabilmente proficue. Le 160 residenze erano tutti palazzi sontuosi e raffinati, la scelta avveniva in modo casuale, per evitare accuse di favoritismo, intrighi o complotti.

In quel secolo i viaggiatori di certo non mancavano: la città era sotto la sfera d’influenza della corona spagnola, era una dei principali finanziatori del regno, ma era anche uno dei porti privilegiati da cui partivano le navi per il Nuovo Mondo. Il periodo d’oro della città è testimoniato da queste straordinarie opere architettoniche tardorinascimentali e barocche, che dal 2006 sono state iscritte alla lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

I palazzi dei Rolli e le cosiddette Vie Nuove furono costruiti seguendo un’opera di risanamento ambientale e sociale di una delle aree più malfamate della città, volta a sostituire le precedenti costruzioni medievali. Il progetto di questa vera e propria ‘area nobiliare’ fu deciso per legge, per esprimere al meglio la ricchezza e il potere della classe dirigente: venne decretato nel 1550 dai ‘padri del comune’ e fu ricavata a ridosso del centro antico di Genova.

La nuova zona di Genova si articola intorno alla Strada Nuova, l’attuale via Garibaldi, sulla quale si affiancano le facciate, tutte nello stesso stile, dei Rolli; i singoli edifici, costruiti tra il XVI e il XVII secolo, si differenziano tra loro per colore, decorazioni, statue e loggati. La Strada Nuova era così l’arteria principale nella quale scorreva e si diffondeva, non solo al resto della città ma a tutto il mondo, questo nuovo stile barocco-rinascimentale; l’altra via del centro sul quale sorgono le residenze più belle è via Balbi, l’allora strada del Guastado, la via più rappresentativa del barocco genovese. Qui si affacciano gli edifici fatti costruire dalla famiglia Balbi, ma anche chiese e conventi.

La costruzione di queste nuove residenze vide alternarsi l’operato di grandi figure quali Bernardo Cantone, Giovanni Battisti Castello, Domenico e Giovanni Ponzello, Bernardo Spazio, Giovanni Viano.

Il modello tipo dei Rolli è costruito su quattro piani, sfarzosamente decorati all’interno: scaloni, decorazioni con stucchi, affreschi e bassorilievi racchiudono suggestivi giardini pensili. Per il turista, però, è difficile riuscire ad apprezzare queste bellezze perché ancora oggi molti di questi veri e propri monumenti sono di proprietà privata e non accessibili al pubblico.

Tra gli esempi più significativi notiamo Palazzo Doria Tursi, sede del Comune, il Palazzo Rosso e il Palazzo Bianco, che ospitano due importanti gallerie. Palazzo Rosso si definì sin dalla sua costruzione come polo d’incontro e di espressione dei più valenti artisti genovesi, che si manifesta, oltre che nelle decorazioni, anche nella raccolta della galleria: artisti di scuola italiana, ritratti di van Dyck, ma anche monete, ceramiche, pesi, disegni, stampe d’epoca. Palazzo Bianco, conosciuto in tutto il mondo, ospita opere d’arte di molti artisti, sia italiani sia stranieri, che soggiornarono in città, dal medioevo fino al Settecento.

Altro grande edificio è palazzo Spinola di Pellicceria, oggi sede di una della maggiori pinacoteche pubbliche; con i suoi innumerevoli saloni e gallerie, rappresenta uno splendido esempio di dimora gentilizia genovese. Da ricordare è sicuramente la galleria degli Specchi, decorata con affreschi raffiguranti Venere, Bacco e Amore, il Trionfo di Galatea, la lotta di Amore e Pan.

www.rolliestradenuove.it
www.museidigenova.it

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