A Rovereto guerra, arte e Futurismo

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L'offerta variegata della città trentina: tra ricordi di guerra, testimonianze del passato, moniti di pace e reperti storici. 

Una cittadina importante, anzi, la prima cittadina che si trova imboccando l'ampia vallata dell'Adige che ci porta verso le Alpi. Oggi si tende a dimenticare che fino al 1918 queste zone fossero nell'impero Austro-Ungarico, e ancor prima appartenessero alla gloriosa repubblica di Venezia. Una bellezza paesaggistica notevole si accompagna a tanta storia ma anche a tanta cultura e tanta arte. E Rovereto riassume tutti questi aspetti: in un perimetro relativamente piccolo si ha la possibilità di ripercorrere una fetta di storia importantissima e allo stesso tempo essere catapultati nell'immediato presente e nel futuro.

Sopra la città spicca imponente la struttura del castello, sede del Museo Storico Italiano della Guerra. E la guerra di cui parliamo è la Grande Guerra, che proprio qui fu vissuta in modo intenso e drammatico; il fronte infatti era poco distante. La fortezza fu costruita dai veneziani nel XVI secolo e nel corso dei secoli ebbe varie destinazioni, l'ultima delle quali fu la sede del terzo reggimento austriaco.

Durante la guerra la città fu abbandonata dai civili e il castello fu bombardato diverse volte dall'artiglieria italiana.

L'idea del museo nacque subito, nel 1919, e nel 1921 re Vittorio Emanuele lo inaugurò: fu destinato a essere un luogo di memoria e redenzione, un luogo dove, grazie alla testimonianza muta degli oggetti e dei documenti, si potesse ricordare il dolore e l'atrocità della Grande Guerra. Il percorso interno offre una panoramica vastissima e interessante di quel periodo: le armi, dal pugnale al cannone ai biplani, le uniformi, le strategie di combattimento, le attrezzature usate nelle trincee, dalle sale di primo soccorso ai medicinali, agli strumenti chirurgici, le cucine da campo, l’equipaggiamento dei soldati, documenti e altro ancora. Il materiale è frutto di donazioni e raccolte provenienti da privati, associazioni di ex-combattenti e istituzioni, senza distinzione di nazionalità. Sotto il castello, il rifugio antiaereo scavato durante la seconda guerra mondiale ospita le artiglierie.

A qualche chilometro di distanza, sul colle Miravalle, è ubicata la Campana dei Caduti, chiamata Maria Dolens.

È la più grande campana del mondo che può suonare a distesa e fu realizzata con il bronzo dei cannoni offerto dalle nazioni che parteciparono alla Grande Guerra; ogni sera e ogni domenica a mezzogiorno suona per qualche minuto, in ricordo dei caduti di tutte le guerre e come monito di pace.

Non lontano dal museo è la Casa d’Arte Futurista Depero: fu lo stesso Fortunato Depero, che qui abitò per grandissima parte della sua vita e vi morì nel 1960, a creare nel 1957 questo luogo, unico in Italia, in base a un progetto originale e dissacrante, tipico del movimento. Vi si possono ammirare, a rotazione, tutti gli arredi e gli oggetti (circa 3.000) ideati dall’artista: i mobili, le tarsie in stoffa, i giocattoli, gli arredi, le opere grafiche e anche alcune tele, nonché i manifesti pubblicitari. La casa, così come la vediamo oggi, è tornata alle forme originali progettate dall’artista grazie a un accurato restauro conclusosi nel 2009, in occasione del centenario del Futurismo. In altri spazi espositivi del fabbricato si tengono mostre ed esposizioni.

La città si è arricchita negli ultimi anni con il MART, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; inaugurato nel 2002, è opera dell’architetto ticinese Mario Botta.

Fulcro della struttura è la cupola di vetro e acciaio, alta 25 metri e con un diametro di 40, grande come il Pantheon a Roma.

Il museo conserva oltre 30.000 opere (tra tele, sculture, disegni e incisioni) di artisti dell’Ottocento e del Novecento, fra cui Morandi, Fontana, Balla, Jasper Johns, Andy Warhol; le opere vengono esposte a rotazione. Inoltre sono ospitate contemporaneamente esposizioni dedicate ad artisti contemporanei, con istallazioni e sperimentazioni di ogni genere. Molto spazio è dedicato anche alla fotografia, all’architettura e al design. In questi mesi, per celebrare i 100 anni dell'inizio della prima guerra mondiale, il MART ospita 'La guerra che verrà non è la prima', mostra che potrà essere visitata fino a settembre 2015. 

www.museodellaguerra.it
www.mart.trento.it/casadepero
www.mart.tn.it

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