Viaggio nel Piceno meridionale

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Le Marche tra antichi castelli, borghi medievali e insoliti musei

L’itinerario parte da San Benedetto del Tronto, vivace stazione balneare di lunga tradizione, come testimoniano le eleganti ville liberty dell’aristocrazia vacanziera d’inizio Novecento, distribuite nel tessuto urbano della marina. La città è divisa nel ‘paese alto’, con le mura medievali, la massiccia torre dei Gualtieri e l’antica chiesa di San Benedetto; in basso è l’ordinato borgo marinaro, cresciuto tra Settecento e Ottocento sul litorale intorno alle case dei pescatori e i recenti quartieri turistico-residenziali. L’origine di San Benedetto del Tronto è forse collegata a un monastero benedettino trasformato, durante le incursioni saracene (sec. IX-XI), in luogo fortificato. È citata per la prima volta nel 998 come possesso dei vescovi di Fermo, ceduto, nel 1199, al comune. Contesa a lungo tra Fermo e Ascoli, nel 1478 fu colpita da una violenta pestilenza e fu in seguito ripopolata da profughi di Imola e Fano. Oggi vale sicuramente la pena fare una visita ai musei ittico, delle anfore, della pesca e della civiltà marinara, che testimoniano il millenario legame della città con il mare.

L’itinerario continua verso la collina retrostante la città, con una strada panoramica che conduce ad Acquaviva Picena, un castello dominante le valli del Tesino e del Tronto, in posizione strategica ai confini degli antichi territori di Ascoli e Fermo, e da questi a lungo conteso. Disposto su due colli adiacenti, il centro offre scorci suggestivi, come il vicolo del Trabucco, edifici civili e antichi luoghi di culto, come la duecentesca chiesa di San Francesco, con annesso convento, fra le prime fondazioni dell’ordine. Il circuito murario è dominato dalla rocca degli Acquaviva di Atri, uno dei capolavori dell’architettura militare del Rinascimento. La fortezza ospita il Museo delle armi bianche, che annovera esemplari medievali e orientali. Nella località è ancora vivace la tradizionale lavorazione artigianale dei cesti di vimini, intrecciati a mano, chiamati col caratteristico nome di pagliarole.

Proseguendo il percorso verso la valle del Tronto, si staglia il compatto centro di Monteprandone, dall’assetto urbano medievale, noto anche per la sagra dell’oliva all’ascolana, che vi svolge a metà agosto. In località Centobuchi ci si immette sulla via Salaria, e tra residenze padronali e castelli arroccati, si arriva fino ad Ascoli Piceno. Il capoluogo provinciale si estende in una conca della vallata, racchiusa a nord dal monte Ascensione e a sud dal colle San Marco, in passato ricco di cave ormai abbandonate, come le molte caciare, un tempo ricovero dei pastori. Qui si consiglia di salire per una panoramica sulla città, sulla vallata e anche sugli ‘azzurri’ Sibillini, sulla Maiella e il Gran Sasso.

Il nucleo originario di Ascoli è dominato dalle tipiche torri gentilizie medievali e reso affascinante dalle calde tonalità del travertino. Il fulcro urbano è piazza Arringo, con le monumentali architetture civili e religiose come il Palazzo Comunale e quello Vescovile, con relativi musei, il battistero romanico e la cattedrale di Sant’Emidio. Piazza del Popolo è il salotto della città, orlata dal palazzo dei Capitani, dalla gotica chiesa di San Francesco, dalla cinquecentesca loggia dei Mercanti e vivacizzata da caffè storici, ai cui tavoli si sono seduti personaggi come Mascagni, Sartre, Simone De Beauvoir, Soldati e Pertini.

Lasciata alla spalle Ascoli ci si inoltra nella stretta valle del torrente Lama, tra vigne, oliveti, dimore signorili e piccoli borghi, fino ad arrivare a Offida, situata sullo spartiacque fra Tronto e Tesino. Di antica origine, fu fortificata dai Longobardi che nel sec. XI la donarono agli abati di Farfa; fu poi libero comune, alleato a Fermo nelle guerre contro Ascoli. Nella seconda metà del sec. XVI passò allo Stato Pontificio. Il paese ha mantenuto l’impianto medievale, ricco di pregevoli monumenti: la rocca quattrocentesca, il palazzo comunale, con portico, loggia e un’alta torre e, inerpicata su una rupe sovrastante il centro abitato, la chiesa romanico-gotica di Santa Maria della Rocca (XIV secolo).

Da San Benedetto del Tronto a Offida.
76 km circa

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