Sapori della riviera ligure di ponente

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La strada del vino e dell'olio della valle Arroscia

Cosa c’è di meglio di un ottimo pasto condito con olio di qualità e magari accompagnato da un bicchiere di buon vino? Per tutti gli amanti della cucina genuina che vogliono unire ai piaceri del palato la visita a luoghi suggestivi, è d’obbligo una visita alla costa del Ponente in Liguria per assaporare i gusti di questa terra e per conoscere la tradizione contadina locale.

La Strada del vino e dell’olio dalle Alpi al mare si sviluppa lungo un lembo di terra che unisce i monti dell’entroterra alle coste della riviera. Siamo in valle Arroscia, attraversata da 13 diversi itinerari enogastronomici che toccano ben 48 comuni tra Ranzo, Aquila d’Arroscia, Rezzo, Cesio, Borgomaro, Albenga, Borghetto d’Arroscia, Vessalico, Pieve di Teco e molti altri. Tra borghi storici, castelli e chiese i paesi testimoniano un’antica civiltà, custodita nelle tradizioni locali. Non è raro incontrare nei cambi stagionali qualche pastore dell’alta valle con le proprie greggi durante gli spostamenti dagli alti pascoli alla pianura. La zona, dalla forte vocazione agricola, possiede due anime: una legata al vino e l’altra legata all’olio, prodotti di grande qualità e raffinatezza.

I nomi della produzione vitivinicola sono il Pigato DOC, l’Ormeasco DOC, il Vermentino DOC e il Rossese. Il Pigato è un bianco dal sapore secco, lievemente amarognolo, dal profumo dalle note di muschio, mandorla, pesca e cedro. Ha origini antichissime, e il vitigno risale agli impianti di Malvasia importati sulle coste dai coloni greci; il suo nome deriva da picatum, termine che indicava i punti neri presenti sulla buccia degli acini. Più delicato è il Vermentino DOC, l’altro bianco della zona, entrambi sono ottimi con piatti a base di pesce, primi di verdure e con tutta la cucina marinara.

Il nome dell’Ormeasco DOC deriva dalla città piemontese di Ormea, si tratta, infatti, di un vino prodotto da uve Dolcetto che attraversarono i confini regionali per trovare qui un ambiente adatto alla loro coltivazione, ad alta quota e accarezzato dalle brezze marine. È un rosso elegante, ha un profumo che ricorda ciliegia, mora e viola e un sapore asciutto. È un vino da tutto pasto, per carni rosse e bianche, nella versione rosata ben si abbina a farinata e piccole formaggette.

I due principali paesi dove viene prodotto sono Pieve di Teco e Pornassio. Pieve di Teco conserva intatto la struttura del borgo medievale a pianta lineare: sulla strada principale si affacciavano le botteghe degli artigiani, soprattutto ciabattini, in passato tra le attività più fiorenti. L’altro rosso della zona è il Rossese dal colore rosso rubino acceso, si abbina bene a piatti di pesce e a carni delicate.

L’olio locale è il Dop Olio Extravergine di Oliva Riviera Ligure, prodotto praticamente in tutta la regione, suddiviso a seconda delle zone in Riviera dei Fiori, Riviera del Levante e Riviera del Ponente Savonese. È prodotto principalmente tra Ventimiglia e Albenga e sulle colline di Arnasco. Qui nascono le rinomate olive Taggiasche, ma ci sono anche le varietà di Arnasco e Colombina. Si tratta di un olio dal colore giallo chiaro scintillante, un profumo delicato e un tenore di acidità molto basso; è un condimento squisito per pietanze sia di carne sia di pesce.

L’itinerario attraversa un paesaggio disegnato da più di mille anni da vigneti e oliveti, incrocia luoghi di grande interesse paesaggistico, storico, culturale ed enogastronomico. A testimoniare come l’olio non sia solo una coltura ma soprattutto una cultura, sono i musei dedicati a questa tradizione. Ad Arnasco sorge il Museo dell’Olio e della civiltà Contadina, che ha da poco inaugurato i nuovi locali con tanto di biblioteca dedicata alla civiltà rurale; in città ogni anno si tiene la sagra dedicata all’olio extravergine di oliva. Altro grande museo si trova a Oneglia, presso lo stabilimento della storica azienda dei Fratelli Carli. La visita al Museo dell’Olio accompagna alla scoperta dell’alimento: la sua storia, lunga circa 6000 anni, dalla preistoria a oggi, è raccontata da reperti delle diverse epoche, ricostruzioni dei metodi di spremitura delle olive, tecniche e strumenti legati alla lavorazione dell’oliva e molto altro. Nei dintorni, per esempio ad Aquila d’Arroscia si conservano ancora oggi antichi frantoi e mulini.

www.rivieradeifiori.org

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