La terra di mezzo tra Campania e Puglia

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Centri ricchi di storia in Basilicata

Un viaggio in Basilicata non può che iniziare dal capoluogo regionale, posto a una trentina di km dal confine con la Campania. Potenza è ricca di edifici religiosi e civili di pregio, tra cui il duomo, nella sua riedificazione neoclassica; San Michele, al cui interno è possibile ammirare intagli lignei e sculture del tardo Seicento e del Settecento; il teatro Francesco Stabile, che ricorda il San Carlo di Napoli, inaugurato nel 1881. Merita infine una visita il Museo archeologico provinciale che, oltre a importanti reperti provenienti dai siti archeologici lucani, custodisce una preziosa collezione di monete che va dall’epoca classica al Settecento.

Da Potenza si prende la statale per Melfi e, dopo circa 25 km, si effettua una deviazione verso ovest, giungendo a Castel Lagopesole. Qui si può visitare l’omonimo castello, un maniero normanno fatto erigere da Federico II prima della morte.

A breve distanza si incontra il borgo di Filiano, costituito da 35 contrade aggregate in 7 frazioni, oltre al nucleo centrale, che prende il nome dalla tradizionale attività di filatura della lana. In località Tuppo di Sassi, a nord-est dell’abitato, meritano una visita le pitture rupestri in ocra rossa risalenti al mesolitico e raffiguranti elementi vegetali e scene di caccia.

Proseguendo verso nord-ovest si giunge ad Atella, fondata da Roberto I d’Angiò. Dell’impianto medievale restano tratti della cinta muraria, la porta di San Michele e il tracciato viario principale. Notevole è la cattedrale di Santa Maria ad Nives, che si caratterizza per il portale in pietra che riproduce motivi islamici, mentre all’interno è possibile ammirare importanti reperti che testimoniano la perizia raggiunta nel Settecento nella lavorazione del legno dagli artigiani lucani.

Le terre del melfese ospitano bellezze naturali come i laghi di Monticchio, che meritano una deviazione dal percorso all’altezza di Rionero. Nel suggestivo paesaggio che circonda i due invasi di origine vulcanica, separati da un istmo, si inseriscono l’abbazia di San Michele e la chiesa di Sant’Ippolito, entrambe risalenti al X secolo.

A circa 10 km dai laghi, disposto su due collinette con il monte Vulture sullo sfondo, sorge il centro di Rionero in Vulture. Di fondazione medievale, presenta interessanti edifici signorili e di culto di epoca settecentesca. La piazza centrale della cittadina e la biblioteca comunale sono intitolate a Giustino Fortunato, lo studioso meridionalista che qui ebbe i natali. Da visitare sono anche le chiese di San Marco Evangelista, del Sacro Cuore, di San Nicola e del Santissimo Sacramento. In zona vi sono numerose cantine che imbottigliano l’Aglianico, dove è possibile degustare il pregiato vino locale.

Lasciata Rionero, proseguendo verso nord, si arriva a Melfi. Ci si può rendere conto delle antiche tradizioni militari melfitane visitando la cinta muraria e l’imponente castello federiciano, sede del Museo nazionale archeologico del Melfese.

Il centro, insediamento militare tra l’VIII e il IX secolo, al confine tra i territori bizantini e longobardi, visse il suo periodo di maggiore splendore nell’epoca normanno-sveva, durante la quale fu rafforzato il suo ruolo politico. Da qui Federico II promulgò le celebri costituzioni del regno di Sicilia, cardini del diritto feudale, dette appunto melfitane. Dopo il periodo angioino, il sacco di Melfi (1528), durante il conflitto franco-spagnolo, segnò per la città l’inizio di una fase di declino. Bisognerà attendere fino al XIX secolo perché Melfi, anche grazie alla sua posizione strategica, conosca un nuovo periodo di crescita.

Alla visita del castello e del museo bisogna affiancare anche quello della cattedrale, la cui fondazione risale al 1056, ma che è stata rimaneggiata più volte e arricchita da numerose opere e arredi attribuibili a epoche diverse.

L’itinerario continua alla volta di Venosa, l’antica Venusia, il centro che diede i natali a Orazio. Interessanti sono la visita del Parco archeologico e dell’abbazia della Trinità, oltre alle catacombe ebraiche e quelle cristiane. Numerosi sono anche gli edifici impreziositi da affreschi, incisioni e sculture lignee.

Da Potenza a Venosa
90 km circa

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