Pacchianelle per sant'Urbano

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La Festa dei Banderesi a Bucchianico, in Abruzzo

Tutto cominciò da una disputa tra il paese di Bucchianico e la città di Chieti. Un contrasto per i confini, come succede molto spesso tra vicini di casa o di territorio. Qui la leggenda si mescola con la realtà, visto che i litigi tra i due centri abitati sono effettivamente documentati, tra il 1304 e il 1335. I contadini dei dintorni corsero a rifugiarsi dentro le mura di Bucchianico, mentre l’esercito chietino si avvicinava minacciosamente. La sorte del paese sembrava ormai segnata, quando sant’Urbano, patrono del paese, apparve in sogno al Sergentiere, capo della milizia, suggerendogli di confondere l’esercito nemico facendo travestire da soldati tutti gli uomini, con pennacchi e fasce rosse e azzurre, e facendoli correre su e giù per le mura come se fossero molto più numerosi. Lo stratagemma ebbe successo e l’esercito di Chieti preferì rinunciare all’attacco.

Questo è l’antefatto; da secoli, comunque, gli abitanti di Bucchianico festeggiano il loro santo patrono nel mese di maggio, con feste e riti molto spettacolari. La Festa dei Banderesi celebra il patrono che è anche collegato ai riti propiziatori legati al mondo agricolo, affinché i raccolti dell’estate siano abbondanti. Alla preparazione della festa e alla celebrazione stessa partecipano praticamente tutti gli abitanti del paese, ognuno con compiti ben precisi. Le donne, per esempio, confezionano con mani abili fiori di carta crespa di ogni forma e colore; saranno portati nei canestri, sulla testa e durante la sfilata, dalle ‘pacchianelle’. Rappresentano gli abitanti del contado che si erano rifugiati in paese, e indossano abiti particolari cuciti da loro o appartenenti alle loro famiglie. Gli uomini invece costruiscono i carri; richiamano quelli che i contadini, scappando dalla campagna, avevano caricato per portare con sé i pochi beni posseduti, cioè il pane, il letto, la legna e il vino. Si occupano anche di costruire i pennacchi, molto colorati, fatti con le piume di vari animali da cortile (tacchini, faraone, galli ecc).

La massima autorità della festa è il Sergentiere: è una carica ereditaria che appartiene a una stessa famiglia; si dice che il suo lontano antenato fu colui che ricevette in sogno le indicazioni di sant’Urbano in occasione dell’assedio dei chietini. Il Sergentiere partecipa alle riunioni organizzative della festa (che viene preparata nell’arco di tutto l’anno) e ha potere decisionale. Per importanza segue poi il Banderese: il suo nome significa ‘colui che conduce i vassalli con la propria bandiera’. La sua carica dura un anno e viene scelto per estrazione la domenica dopo la fine della festa. Partecipa con la famiglia a tutti i cerimoniali e sceglie i rappresentanti delle contrade, oltre a curare l’aspetto folcloristico. Infine ecco i Banderesi: sono coloro che si vestono con le fasce rosse e azzurre e portano i pennacchi sulla testa. Oltre a contribuire all’organizzazione dell’evento, hanno l’onore di portare a spalla le reliquie del santo durante la processione, oltre a ballare durante la sfilata.

I festeggiamenti iniziano la domenica precedente il 23 maggio con il Corteo della Ciammaichella. La processione si apre con il vitello, l’immagine di sant’Urbano e le ‘pacchianelle’; seguono poi i carri del Pane, del Letto, del Vino e della Legna, il carro del Ringraziamento e quelli delle contrade, quindi i bucchianichesi che danzano nei loro abiti tradizionali. La sfilata simboleggia l’arrivo dei contadini in paese, mentre la Ciammaichella, eseguita poi nella piazza, è la danza a zig-zag che ricorda i movimenti strategici escogitati per confondere gli assedianti. Il giorno dopo, 24 maggio, viene aperta la Porta Santa nella cripta di sant’Urbano, quindi i partecipanti alla processione, in piazza, danno vita al gioco del Tizzo che mima l’addestramento dei soldati per prepararsi alla battaglia. Il 25 è la festa di sant’Urbano: si fa colazione con lo spezzatino di vitello che era stato portato in processione il primo giorno; seguono l’Offerta dei Ceri in chiesa, la premiazione dei carri e dei canestri più belli, e la consegna della Banijra (rossa) e dello Stendardo (blu) ai Banderesi da parte del sindaco e del parroco. La giornata prosegue con la processione e un grande banchetto. I momenti più significativi del giorno successivo sono l’offerta dei Ceri nelle altre chiese del paese e la benedizione delle campagne circostanti.

www.comune.bucchianico.ch.gov.it

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