Una festa a passo di pizzica

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I santi Pietro e Paolo patroni di Galatina

Il 29 giugno, in cui si ricordano i santi Pietro e Paolo, è festa anche a Galatina, nel Salento. Un evento importante, celebrato com musica e danze, oltre che dalle consuete cerimonie religiose. Si racconta infatti che quando i due santi arrivarono in Italia per evangelizzarla, passassero proprio da Galatina: san Pietro si fermò dove ora è la contrada Pisanello, fermandosi a riposare su un grosso masso che ora è custodito nella chiesa Matrice, mentre san Paolo fu accolto nella casa di un uomo pio. Per ringraziarlo dell’ospitalità ricevuta, rese l'acqua del suo pozzo capace di guarire tutti coloro che erano morsi da ragni velenosi (qui chiamati ‘tarante’) e serpenti. Nel corso dei secoli a quel pozzo, intorno al quale è stata costruita la cappella di San Paolo, sono venute a bere centinaia di persone: il giorno della festa, 29 giugno, le tarantate venivano chiedendo la guarigione.

In realtà si trattava probabilmente di una sorta di isteria iperattiva, che la gente pensava fosse causata dal morso del ragno: la donna era coinvolta, come in trance, in una danza sfrenata, la pizzica tarantata, che mimava i movimenti rapidi del ragno, accompagnata dalla musica di organetto, violino e tamburo, fino a che non stramazzava a terra, sfinita. Il rito poi, una specie di musicoterapia a cui spesso partecipava l’intero paese e nel corso del quale si chiedeva la guarigione, si concludeva nella cappella di San Paolo a Galatina, paese ritenuto immune dal tarantismo proprio per il patronato dell’apostolo. Chi le assisteva prendeva l’acqua da quel pozzo, le faceva bere fino a che l’acqua non veniva espulsa, e insieme a questa il veleno e i serpenti; chiudendo l’imboccatura del pozzo si compiva il miracolo. Se non funzionava si tornava l’anno successivo. Il singolare e misterioso fenomeno, diffuso nell’intera regione salentina, fu studiato in modo approfondito da antropologi, psicologi e medici, guidati dallo studioso Ernesto De Martino nel 1959.

Oggi le tarantate non ci sono più: il pozzo nella cappella di San Paolo, inaridito, è stato chiuso, il quadro raffigurante san Paolo, restaurato, ha trovato posto nel museo comunale, e il fulcro della festa è diventata la chiesa Matrice, dedicata appunto ai santi Pietro e Paolo. La festa si celebra nell'arco di tre giorni, il 28, 29 e 30 giugno, ed è molto sentita in tutta la zona.

Tutto comincia con la processione la sera del 28, culminando poi nella messa la mattina del 29. La festa comprende anche tanta musica e la sfilata delle bande: la sera la grande piazza di fronte alla  chiesa ospita un palcoscenico dove si esibiscono gruppi famosi di ‘pizzica’. Sulle bancarelle si trovano anche nastri colorati. Un’altra tradizione dice che certi colori molto vivaci attraessero le tarantate: si facevano sventolare davanti ai loro occhi i nastri colorati attaccati ai tamburelli, e una volta individuato il colore che calamitava la loro attenzione si poteva gettare via il nastro colorato corrispondente per farla guarire. Per conoscere meglio i dettagli di questo misterioso fenomeno è possibile visitare la Casa Museo del Tarantismo, dove sono raccolte fotografie, documenti e anche filmati.

La città di Galatina si trova nel Salento meridionale; fu colonia bizantina e conservò a lungo il rito e la lingua greca. La chiesa Matrice, riedificata nel Seicento, ha una grandiosa facciata barocca, mentre i palazzi che si affacciano sulla piazza sono settecenteschi. Un vero gioiello architettonico della città è la chiesa trecentesca di Santa Caterina d’Alessandria. Fu fatta erigere dal principe Raimondello Orsini del Balzo: tornato dalla Terra Santa dove aveva visto il monastero di Santa Caterina sul Sinai, volle costruire una chiesa simile. Dopo la sua morte, fu la moglie che commissionò gli affreschi interni, celebranti la gloria della famiglia Orsini. La chiesa è un importante esempio di architettura francescana, con una caratteristica facciata tricuspidata arricchita da un rosone in pietra; il portale centrale, del 1397, è fiancheggiato da colonne e decorato da intagli. L’interno è a cinque navate, quella centrale ritmata da grandi e complessi pilastri che reggono ampie volte cordonate. Gli affreschi quattrocenteschi sulle pareti e sulle volte sono di artisti di diversa provenienza, in parte forse marchigiani ed emiliani. Oltre alle monumentali tombe di Raimondello Orsini e del figlio Giovanni Antonio, la chiesa custodisce un ricco tesoro.

Casa Museo del Tarantismo
Corso Porta Luce 3, Galatina
Info e prenotazioni tel. 3805310814

www.sagresalento.com/feste-popolari/189-festa-spietro-e-paolo-galatina.html

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