Il monte del Purgatorio dantesco

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Natura e misticismo sull'Appenino Emiliano

Costruito ai piedi di una parete rocciosa che cade a strapiombo e pare poggiarsi sulla piccola costruzione: così appare l’eremo diBismantova, dominato da una natura forte e potente nel bel mezzo dell’Appennino Emiliano.

L’eremo si trova sulla Pietra di Bismantova, montagna in provincia di Reggio Emilia nota anche come monte del Purgatorio. Si tratta di un enorme masso di oltre 1000 metri di altezza che conquistò persino Dante Alighieri nel 1306 - che lo scelse come scenografia in una descrizione del quarto canto del Purgatorio. Dalla caratteristica forma a nave, è una meta amata da escursionisti e scalatori.

Sembra che da un momento all’altro l’imponente falesia possa schiacciare il santuario di roccia, che si è conservato fino a oggi da più di seicento anni. Fu proprio la natura così presente che spinse alcuni eremiti a insediarsi in questo punto intriso di spiritualità e misticismo, per questo particolarmente adatto alla meditazione, al raccoglimento e alla preghiera.

Lontani dalla civiltà e isolati nella natura, i monaci scelsero un luogo utilizzato sin dall’antichità per pregare. Il santuario è costituito da una chiesetta del Quattrocento, che conserva alcuni interessanti affreschi, tra i quali spicca una Madonna con il Bambino, e da un convento costruito nel Seicento. Proprio di fianco alla chiesa si trova la residenza dei monaci che ancora oggi celebrano la messa ogni sabato e domenica. Dagli inizi del Novecento ai Francescani del Terz’Ordine sono subentrati un gruppo di monaci benedettini. A partire dagli anni Cinquanta l’eremo è stato oggetto di opere di ristrutturazione e ampliamento.

Per raggiungerlo si consiglia di uscire dall’autostrada a Reggio Emilia, proseguire lungo la statale per circa un’ora fino a piazza Dante Alighieri, in località Castelnuovo ne’ Monti; da qui continuare a piedi per circa 200 metri.

Oltre alla bellezza naturale, la Pietra è un vero e proprio tesoro geologico. La formazione delle rocce calcaree che la compongono risale al Miocene come fondale marino: il complesso è ricco di fossili di molluschi, alghe e resti di pesce. A sud di Bismantova possiamo vedere i gessi triassici in località Secchia: si tratta delle rocce più antiche dell’Appennino, che risalgono a oltre 200 milioni di anni fa. Sulla montagna sono stati ritrovati alcuni reperti in selce che testimoniano come la zona fosse abitata sin dalla Preistoria. A Campo Pianelli, ai piedi della parete nord orientale della Pietra, è documentato un insediamento dell’Età del Bronzo frequentato fino all’epoca etrusca.

Castelnuovo merita una visita: si potrebbe iniziare con il palazzo Ducale, del sedicesimo secolo, circondato dai giardini di Bagnolo. Il pazzo fu sede dei Dallo da Bismantova e degli Estensi. Il centro storico conserva la struttura medievale, nella quale risalta la Pieve, che unisce elementi romanici ad architetture seicentesche, e piazza Armi; tutt’attorno la città vediamo le caratteristiche case a torre e il castello di Felina, con il torrione conosciuto come il ‘Salame’.

Castelnuovo ne’ Monti è considerato il cuore dell’Appenino Toscano, punto di partenza privilegiato per visitare i luoghi circostanti. La Pietra è caratterizzata da ambienti naturali ricchi di diverse specie di vegetazione: ginepro, roverella, biancospino, nocciolo, acero e molti altri esemplari. Tutta la zona si trova all’interno del Parco Nazionale dell’Appenino Tosco-Emiliano, che offre una vasta rete sentieristica adatta a tutti, anche ai disabili. Nell’area protetta è possibile anche affittare delle bici. Il parco è fruibile in ogni stagione, anche in inverno, con sentieri per ciaspole e piste da sci.

www.comune.castelnovo-nemonti.re.it
www.parcoappennino.it

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