Sordi e Roma: un amore durato una vita

Guida Guida

I set dei film e i luoghi dove il grande attore ha vissuto e lavorato

Alberto Sordi è legato alla capitale italiana perché per molti anni è stato l’interprete perfetto di una romanità che ha conquistato tutti, quella grossolana raffinatezza che è diventata la cifra stilistica dell’attore. Nacque nel 1920 in un universo di ‘relazioni romane’ come Trastevere: per l’esattezza in via San Cosimato al numero 13. Alberto andava alla chiesa di Santa Maria in Trastevere a fare il chierichetto. La villa dove visse dal 1958 al 2003, luogo storico per i romani, si trova invece in via Druso, davanti alle Terme di Caracalla. 

Trastevere è stato spesso sfondo di molti film: in Un americano a Roma il protagonista Nando vive e si muove lì. Nel quartiere, in via Garibaldi, c’è il negozio di Cesira in Ladro lui, ladra lei (1958). La via che si inerpica verso il Gianicolo offre una splendida visione dei tetti di Trastevere. In piazza San Cosimato, vicino alla casa natale dell’attore, viene ritrovata la bomba in Un eroe dei nostri tempi. Il mercato di Porta Portese è la prima cosa che vede Sordi, in fez e occhiali da sole, all’uscita dal carcere dove lo attende Giulietta Masina in Fortunella (1958). Santa Maria dell’Orto è la cinquecentesca chiesa trasteverina che appare in Lo scapolo, mentre il Cinema Teatro Nuovo (oggi noto come Sacher) è dove Erminia e Giacinto vedono il loro primo film in Il comune senso del pudore (1976). Il carcere capitolino per eccellenza, Regina Coeli, compare sia in Accadde al penitenziario che in Ladro lui, ladra lei.

Altre meraviglie romane come il Campidoglio appaiono in più di un film: in Una vita difficile, di Dino Risi del 1961, Sordi è un reporter intraprendente che si attarda con un amico in piazza del Campidoglio proprio quando scoppia la bomba per l’attentato a Togliatti. Lo stesso luogo è anche sfondo della notte in cui Giulio Parmintoni si ubriaca in Accadde al penitenziario.

Piazza Navona è dove Alberto va a prendere Silvana Pampanini scambiandola per un'altra ne Il tassinaro (1983). Sempre in quest’ultimo film appare anche il Quirinale, dove Sordi fa da cicerone illustrandone la storia a due americani. Il Quirinale è anche lo sfondo che chiude Il tassinaro. Ponte Sisto invece è il luogo dove Sordi e Verdone recitano una scenetta in In viaggio con papà (1982) ed è anche una zona dove entrambi hanno abitato come dirimpettai.

La scalinata di Trinità dei Monti è dove si parlano De Sica e Sordi in Gastone di Bonnard. Mentre in piazza di Spagna si trova il negozio di Emanuela in Scusi, lei è favorevole o contrario?, un film del 1966 che Sordi firmò come regista. Villa Borghese compare nella sequenza iniziale di Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo, un lavoro del 1956 in cui compaiono anche Gino Cervi e un giovane Nino Manfredi. In questo giro di amenità capitoline non può mancare piazza del Popolo, dove si trovano i tavolini del bar frequentato da aspiranti cineasti e soggettisti in L’arte di arrangiarsi, un film di Zampa del 1954.

In via Gregoriana c’è la pensione dove alloggiano gli sposini de Lo sceicco bianco (1952). Da qui la ragazza fugge verso via XXIV Maggio, per raggiungere la sede della casa di produzione di fotoromanzi in cui cerca inutilmente il suo divo preferito. Finirà invece su un camion che la ‘deporta’ sul set di Fregene.

La Galleria Colonna, che oggi è stata proprio dedicata al grande attore ribattezzandola Galleria Alberto Sordi, apre e chiude Polvere di stelle (1973). Il Teatro Sistina è invece la location di Totò e i Re di Roma.

Nel nostro giro alla scoperta dei set dei film di Sordi non può mancare una puntatina al Colosseo: lì Alberto si accalca per salire su un autobus ne Lo scapolo, mentre si vede il monumento in tutta la sua purezza, solo sfiorato dal traffico in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?

La lista dei luoghi della capitale immortalati nei film di Sordi sarebbe ancora infinita, ma ci fermiamo qui. Alberto muore nel 2003, dieci anni fa, e riposa nella tomba di famiglia, presso il cimitero monumentale del Verano. L'epitaffio sulla lapide recita una battuta ripresa da uno dei suoi film più famosi, Il marchese del Grillo: ‘Sor Marchese, è l'ora’.

Per essere sempre aggiornato sugli ultimi contenuti di DeAbyDay, clicca sulla nostra Homepage!
Hobby e tempo libero
SEGUICI