In bici lungo la Val d'Orcia

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Un itinerario che si snoda tra terme e riserve naturali

La Val d’Orcia in Toscana è uno dei paesaggi più belli al mondo, tanto che nel 2004 è stato iscritto alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Vi proponiamo di scoprire questo territorio in un modo insolito: con la bici!

Si tratta di compiere un percorso ad anello di circa 55 km, partendo da Chianciano Terme. Cittadina della val di Chiana meridionale, conserva il nucleo antico ancora in parte cinto dalle mura medievali, aperte da porte coeve o più tarde. Al Medioevo risalgono il Palazzo del Podestà (sec. XIII), la chiesa di San Giovanni Battista, di antica origine e poi rimaneggiata, e il castello Manenti. Settecentesco è il Palazzo dell'Arcipretura, che ospita il museo d'arte sacra. Negli immediati dintorni è la chiesa di Santa Maria della Rosa (1585).

Lasciato Chianciano si imbocca la statale 146 in direzione di Montepulciano e si giunge alla frazione di Sant’Albino. Montepulciano è situato sulla sommità di un colle, fra la val di Chiana e la valle del fiume Orcia. L'abitato è caratterizzato dall'impianto urbanistico medievale, con le sue mura (bastionate e fortificate nel sec. XVI su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane) e architetture pressoché intatte. Di impronta gotica sono la chiesa di Santa Maria dei Servi, con l'interno barocco opera di Andrea Pozzo; la chiesa di Sant'Agnese, anch'essa con interno barocco e portale originario nella facciata moderna; il Palazzo Civico; il Palazzo della Pretura. Tre-quattrocentesco è il palazzo del Poliziano. Una grande fioritura artistica si ebbe nel Rinascimento con l'opera di Michelozzo, cui si deve la chiesa di Sant'Agostino, e di Antonio da Sangallo il Vecchio, autore del progetto delle fortificazioni, dei palazzi Tarugi, Cocconi, Cervini e Contucci e della chiesa di San Biagio, a pianta centrale con alta cupola e adiacente canonica. Sono attribuiti al Vignola il palazzo Avignonesi e il palazzo Gagnoni-Grugni. Tardorinascimentali sono anche il duomo, maestosa costruzione ricca di opere d'arte, e il portico che precede la chiesa di Santa Maria delle Grazie, entrambi opera di Ippolito Scalza. L'arte barocca, oltre che nelle decorazioni interne, si espresse in alcuni edifici sacri, tra cui la chiesa del Gesù.

Visitato Montepulciano si riprende la statale 146 in direzione di Pienza, dove si giunge dopo alcuni saliscendi. Oltre alla pieve romanica (sec. XI-XII), che sorge isolata a breve distanza dall'abitato, dell'antica città, nota col nome di Corsignano, restano parti della cinta muraria, con le porte trecentesche, alcune abitazioni e la gotica chiesa di San Francesco (sec. XIII). È tuttavia il Rinascimento che informa e caratterizza il centro, i cui principali edifici cingono l'armoniosa piazza Pio II, progettata dal Rossellino; questi disegnò anche il palazzo Piccolomini e la cattedrale. Materiale artistico è raccolto nel museo della cattedrale, ospitato nella vicina canonica. Sulla piazza si affacciano ancora il Palazzo Vescovile, costruzione gotica rimodellata nel Quattrocento, e il loggiato Palazzo Comunale, progettato dal Rossellino, ma molto restaurato nel corso dell'Ottocento.

Lasciata Pienza si riprende la statale 146 e, dopo circa 3 km, si giunge a un bivio dove si imbocca la strada bianca che scende nella Val d’Orcia, fino a ritrovare la strada statale 2 Cassia. Dopo circa 3 km , ignorando sulla sinistra la provinciale 53, si giunge a un secondo bivio, dove la strada a destra conduce con una breve salita a Bagno Vignoni. Qui un tempo i viaggiatori si fermavano a fare un bagno nelle famose e suggestive terme.

Si ritorna al primo bivio lungo la Cassia, dove si gira prima a sinistra e 800 m dopo a destra, lungo la provinciale 53 che conduce a Spedaletto, un antico ospedale fortificato situato lungo la via Francigena.

Proseguendo si giunge a un quadrivio dal quale a sinistra si risalirebbe a Pienza. Si prosegue fino a incontrare sulla sinistra una strada sterrata, via della Casanova, che penetra nella Riserva Naturale Lucciola Bella, esempio del famoso paesaggio delle crete senesi, con calanchi e biancane, tipiche formazioni di argilla a forma di cupola.

Si prosegue fino a imboccare la provinciale 40 che risale verso Chianciano, si supera la località La Foce e si continua fino al torrente Astrone, nei pressi della Riserva Naturale di Pietraporciana, con la sua inconsueta faggeta di bassa quota. Dal torrente si prosegue in direzione di Chianciano, dove si chiude l’anello.

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