Storia e natura in terra di Bari

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Lo straordinario panorama dell'Alta Murgia

Il viaggio comincia da Bari, percorrendo da sud verso nord il lungomare Nazario Sauro: vari palazzi di epoca fascista accompagnano il visitatore fino a piazza Eroi del Mare, che si affaccia sul porto vecchio e introduce nel borgo antico. Da piazza Mercantile, proseguendo per piazza del Ferrarese, ci si inoltra nel dedalo di viuzze che conducono al castello svevo, alla cattedrale e alla basilica di San Nicola. Da qui, percorrendo via Venezia, si possono ammirare il complesso monastico e la chiesa di Santa Teresa dei Maschi.

Lasciato il centro storico si riprende il lungomare fino all’imbocco della strada statale in direzione di Trani. Tra le due città si incontra Giovinazzo, cittadina dallo splendido centro storico, con scorci molto suggestivi come vico Freddo e il porticciolo. Vi sono importanti monumenti come la cattedrale del 1113, il palazzo Ducale del 1659, il palazzo Saraceno del XVII secolo, le chiese medievali e i conventi dei domenicani e delle benedettine.

Giunti in vista di Trani, l’antica repubblica marinara si impone allo sguardo in lontananza con il campanile della sua meravigliosa cattedrale sul mare, costruita su un ipogeo (San Leucio) e due cripte (San Nicola Pellegrino e Santa Maria) e ricca di elementi architettonici di gran pregio, come la porta in bronzo e il rosone. A pochi metri dalla cattedrale, il castello svevo-aragonese, con le sue quattro torri, il fossato e le mura sembra voler ancora difendere la città. Vi sono costruzioni settecentesche come palazzo Caccetta, palazzo Quercia e palazzo Bianchi ed edifici sacri costruiti tra il XII e il XVII  secolo.

Lasciata Trani si prosegue verso l’entroterra e si incontra il paesaggio della Premurgia, caratterizzato dalla presenza di vite e olivo, che appare lungo la provinciale in direzione di Corato e nel breve tratto della strada che si percorre per arrivare a Ruvo di Puglia.

Posta su una piccola altura delle Murge nordoccidentali, Ruvo è conosciuta per la cattedrale, uno dei più notevoli monumenti romanici della Puglia, e per il Museo archeologico nazionale Jatta, dove merita una visita la ricca collezione di ceramiche sia di importazione sia di produzione locale. La cittadina è anche rinomata per la produzione di uva da tavola, di olio e olive, che qui si gustano sotto la cenere, accompagnate dal canestrato, un ottimo formaggio di pecora di produzione locale.

Da Ruvo l’itinerario prosegue verso i sette comuni della fossa premurgiana: Minervino Murge, Spinazzola, Poggiorsini, Gravina di Puglia, Altamura, Santeramo in Colle, Gioia del Colle. Percorrendo in direzione ovest la strada statale, all’ombra di Castel del Monte, capolavoro dell’architettura sveva, si profilano i tratti salienti del paesaggio della Murgia Alta, la più interna della Terra di Bari, di modesta altitudine, dominata da ampie linee orizzontali.

Giunti a Minervino Murge dal piazzale panoramico sulla sommità dell’abitato si gode una vista che dal Tavoliere si allarga al Gargano, al golfo di Manfredonia, a parte della costa adriatica e al monte Vulture, ben giustificando l’appellativo di ‘balcone della Puglia’ attribuito alla cittadina.

Dopo aver attraversato Spinazzola e Poggiorsini si sosta a Gravina di Puglia, affacciata su un burrone, detto appunto ‘la gravina’, sulla cui parete si trova la chiesa di San Michele, tutta ipogea, scavata nella roccia. La tappa successiva è Altamura, dove si può visitare la cattedrale, una delle quattro basiliche palatine della Puglia, e il famoso ‘Pulo’, una dolina di origine carsica che si apre circa 6 km a nord dell’abitato, con una profondità di 75 metri, costellata di grotte e anfratti abitati nell’età neolitica e del bronzo, come è testimoniato dai rinvenimenti esposti nel Museo archeologico cittadino.

Santeramo in Colle è un centro agricolo raccolto intorno ai resti di un monastero del XII secolo dei benedettini, che qui introdussero il culto di sant’Erasmo da Antiochia; da visitare la chiesa del Carmine, del XIII secolo ma ampiamente rifatta nel Cinquecento. L’itinerario si conclude a Gioia del Colle, dominato dalla severa mole del castello normanno-svevo, dove nacque nel 1232 Manfredi, re di Sicilia e figlio di Federico II e Bianca Lancia.

Da Bari a Gioia del Colle
210 km circa

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