La città della dea Salus

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Il parco archeologico dell'antica Urbisaglia

Urbisaglia è una piccola cittadina con meno di 3000 abitanti situata tra Macerata e Ascoli Piceno, che vanta però il parco archeologico più grande delle Marche. Il piccolo borgo, infatti, si fregia di un grande passato: ai tempi degli antichi romani il centro si chiamava Urbs Salvia, probabilmente dal nome della dea della salute che veniva chiamata Salus. L’insediamento si trova sul colle San Biagio, sul luogo di un precedente villaggio piceno, popolazione preromana che abitava i territori locali.

Urbs Salvia era situata in posizione strategica nel punto in cui s’incrociavano due strade: quella che collegava Ascoli a Helvia Ricina e quella che da Ferno arrivava fino a Septempeda, l’attuale San Severino Marche, tutti centri di una certa importanza. Questa posizione permetteva alla città il controllo dei commerci e dei movimenti che avvenivano nella regione.

La sua distruzione avvenne nel 409 d.C. per mano di Alarico, re dei Visigoti, al quale si deve anche il sacco di Roma.

Il parco archeologico si trova a nordest della città moderna. Prima di entrarvi è possibile compiere una deviazione per vedere i resti di un acquedotto e della sua cisterna, una grande vasca per la raccolta idrica capace di contenere 100 metri cubi di acqua. Il serbatoio, formato da due gallerie comunicanti, era lungo circa 1,5 km.

Tutto il parco archeologico è circondato dai resti delle mura, alte circa 5 metri; il perimetro recintato alterna le torri poligonali alle porte che consentivano l’accesso alla città, tra le quali la porta Gemina e la porta Nord. Le mura costituiscono uno degli esempi meglio conservati della regione: probabilmente più che per uso difensivo, vennero costruite per manifestare la forza della città.

Un’ampia zona è occupata dal teatro, che sorgeva nella parte più alta del tessuto urbano; purtroppo si conservano solo pochi elementi per via del terreno particolarmente franoso.

Il teatro romano risale al I secolo d.C., venne costruito nell’81 d.C. da Lucio Flavio, generale di Tito. Ciò che resta, la scena e la cavea con il primo ordine di gradini, testimoniano il suo antico splendore; si tratta di un edificio dalla forma ellittica, delle dimensioni si circa 5000 metri quadrati. Qui gli abitanti di Urbs Salvia si riunivano per vedere gli spettacoli di gladiatori e i combattimenti con animali feroci. L’anfiteatro è ancora oggi ben conservato e spesso utilizzato per ospitare iniziative a carattere culturale quali spettacoli e manifestazioni.

L’edificio a Nicchioni è un muro con cinque nicchie, in realtà parte di una struttura più grande; i resti romani vennero adoperati in epoca moderna per la costruzione di case coloniche.

La zona sacra è occupata da due templi: uno dedicato alla dea Salus, affrescato con scene di combattimento tra animali. Il tempio a pianta rettangolare, con sei colonne sulla facciata, è circondato da un criptoportico.

I reperti ritrovati all’interno della città, soprattutto statue, sono conservati in diversi musei; da ricordare la statua del Satiro in risposo di Prassitele, conservata ai Musei Vaticani.

Se si entra nel centro storico della città di Urbisaglia è possibile vedere murate sulla facciata del municipio quattro epigrafi romane, due originali e due in copia. Se si continua lungo la traversa Piccinini s’incontra il Museo Archeologico Statale. Qui sono raccolti i reperti legati allo sviluppo della città romana: ceramiche, elementi architettonici quali capitelli, statue fotografie, monete, alle quali è dedicata una sala apposita.

Durante una recente campagna di scavi è stato ritrovato un cratere marmoreo a calice decorato con elementi a bassorilievo: la scena si compone di tre figure femminili, probabilmente delle ninfe con vesti nobiliari e gioielli, ritratte durante una danza rituale. Probabilmente l’oggetto era un elemento decorativo di una delle ville nobiliari.

Una volta visitato il parco, non si può non passare dall’edificio simbolo della storia medievale di Urbisaglia: l’imponente rocca che domina la cittadina. Le alte e maestose mura hanno quattro torrioni agli angoli, l’interno del cortile è occupato dai ruderi delle fortificazioni; il mastio ospita al suo interno alcune esposizioni di oggetti e prodotti locali.

La passeggiata prosegue nel centro per vedere la Collegiata di San Lorenzo, la Chiesa dell’Addolorata, Palazzo Brunelli. Tutto il centro storico era circondato dalle mura medievali, interrotte da due porte, Trento e Piave, che avevano la funzione di isolare e proteggere la città.

www.urbisaglia.com

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