Un'oasi verde nel cuore della capitale

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L'isola Tiberina, tra storia e leggenda

Tra le pieghe della città di Roma, nel fiume Tevere, è ‘incastrata’ un’isola, in una delle zone più belle e suggestive della capitale: si tratta dell’Isola Tiberina, oasi di pace e tranquillità. Tra il vecchio ghetto ebraico, incantevole labirinto di stradine silenziose, e il vivace e popolare quartiere di Trastevere, con i suoi vicoli di acciottolato, le piazzette, le botteghe, i caffè e i locali che animano le notti romane, si estende questo piccolo lembo di terra, agganciato alle rive nel tratto compreso tra i ponti Garibaldi e Palatino.

L’isola è nota con vari appellativi: Insula Tiberina, Insula Tiberis, Insula Aesculapi, Isola dei Due Ponti, Licaonia, Isola di San Bartolomeo, o semplicemente Insula. Per raggiungerla dal ghetto si può passare da Lungotevere dei Cenci e da lì prendere il ponte Fabricio, sorvegliato dalla medievale torre Caetani. Da Trastevere invece bisogna percorrere Lungotevere dell’Anguillara e poi imboccare ponte Cestio.

L’isola è avvolta da molte leggende: secondo qualcuno sarebbe un cumulo di grano formatosi a seguito delle rivolte del popolo contro Lucio Tarquinio detto il Superbo, ultimo re di Roma. Per disprezzo la popolazione gettò nel fiume il raccolto dei terreni reali, determinando così la formazione dell’Isola Tiberina. Un’altra versione della sua nascita dice che si tratterebbe di una grande barca incagliatasi durante un’alluvione, successivamente riempita di sabbia dalla corrente. Probabilmente l’isola si è formata su un nucleo di sedimento vulcanico simile a quello del Campidoglio, ma è effettivamente vero che ha la forma di una nave.

Persino Ovidio ricorda l’Isola Tiberina: egli narra di una spedizione a Epidauro per chiedere a Esculapio di risolvere una terribile pestilenza. I Romani tornarono invece con un serpente, che si tuffò dalla nave, strisciando sull’isola, eleggendola come luogo adatto per la costruzione di un lazzaretto. La cosa funzionò e la gratitudine del popolo prese forma in un tempio, sopra le cui rovine fu eretta nel X secolo la chiesa di San Bartolomeo, ricostruita nel Seicento dopo la grande piena del Tevere del 1557.

La basilica di San Bartolomeo all'Isola contiene le reliquie di san Bartolomeo apostolo e dal 2002, a seguito di una solenne celebrazione ecumenica, custodisce sull'altare maggiore anche una grande icona dedicata ai martiri del Novecento. Essa è stata voluta per ricordare testimoni del nostro tempo come il cardinale Juan Jesús Posadas Ocampo, ucciso dai narcotrafficanti all'aeroporto di Guadalajara; il pastore evangelico Paul Schneider e il contadino Franz Jägerstätter, oppositori del nazismo; il monaco Sofian Boghiu, personaggio simbolo contro il totalitarismo comunista in Romania e don Andrea Santoro, prete romano ucciso a Trebisonda, solo per citarne alcuni. Altre memorie di martiri sono collocate nelle cappelline laterali, ognuna riferita a una situazione storica particolare.

Gran parte dell’isola è occupata dall’Ospedale Fatebenefratelli, nel solco della tradizione iniziata con la costruzione del già citato tempio di Esculapio, dio protettore della medicina. L’ospedale venne fondato dai seguaci di san Giovanni di Dio nel 1583, e rimodernato in seguito da Cesare Bazzani fra il 1930 ed il 1934. Sulla destra si trova la chiesa di San Giovanni Calibita.

Da giugno a settembre l’isola diventa una delle sedi dell’Estate romana, che la anima fino a tarda notte con proiezioni cinematografiche ed eventi che la trasformano nell’Isola del Cinema. Anteprime, pellicole inedite, incontri con registi, attori, rassegne di film d’autore, laboratori, lezioni di cinema e concorsi di cortometraggi si svolgono in questo scenario suggestivo, che unisce cultura e storia. Durante questo inverno, più precisamente domenica 12 gennaio e domenica 23 marzo 2014 viene organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Ara Macao una divertente caccia al tesoro con mappa e indizi chiamata Safari d'arte: Ghetto e isola Tiberina, adatta a bambini e genitori.

www.turismoroma.it/cosa-fare/isola-tiberina

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