La torre nascosta

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A Rapallo un promontorio sul mare per difendersi dai saraceni

La ricchezza e la straordinarietà culturale del nostro paese non deriva solo dai grandi monumenti celebri in tutto il mondo. L’Italia è caratterizzata da piccoli gioielli, nascosti negli angoli più sconosciuti del territorio, capaci di regalare una vivida testimonianza degli avvenimenti di secoli passati e una visita originale fuori dai classici itinerari da brochures e depliant. Situato tra San Michele di Pagana e la spiaggia di Prelo, tra Rapallo e Santa Margherita Ligure, un promontorio coperto di pini marittimi ‘protegge’ la Torre di Punta Pagana, antichissima roccaforte per l’avvistamento dei saraceni e meta ideale per una gita turistica nei dintorni di Rapallo.

 

La torre saracena ligure fu donata nel 1981 al Fai, che ha provveduto a restaurarla profondamente e curare la vegetazione circostante che caratterizza l’intero ambiente. I lavori degli ultimi anni hanno portato alla luce la ‘camera della bombarda’, il pavimento originario e parte degli intonaci esterni. La storia della torre parte da molto lontano: il 4 luglio del 1549 sbarcarono nella zona, senza che nessuno desse l’allarme, 21 vascelli dei corsari moreschi guidati dal temibilissimo Dragut che depredarono e assaltarono i centri abitati. Si decise quindi di erigere delle difese: dopo la costruzione, dal 1550 al 1562, del castello di Rapallo, fu ristrutturata e attrezzata per l’avvistamento e la difesa la Torre di Punta Pagana. Dopo il 1681 cessò di svolgere il ruolo difensivo e all’interno vi furono trasferite le guardie di sanità che avvistavano navi in arrivo per poi controllare che non portassero epidemie di peste. Documenti ufficiali testimoniano che, nel 1691, il presidio era composto da tre guardie durante la notte e una durante il giorno. La torre di San Michele mantenne il suo scopo per oltre un secolo finché non venne abbandonata fino ai nostri giorni.

 

Raggiunto San Michele di Pagana, si sale il piccolo promontorio a strapiombo sul mare. L’ingresso è libero e gratuito durante tutto l’anno e la torre si può raggiungere in due modi: seguendo il sentiero che conduce al belvedere o attraverso il cimitero, punteggiato di antiche cappelle private, che circonda la torre. In ogni caso non si può sfuggire dalla tranquillità del luogo e dalla natura tipicamente mediterranea che domina tutta l’area in simbiosi con la straordinaria vista del mare. L’edificio compatto e solitario che svetta sul promontorio non è certo l’unico motivo per una gita a San Michele. La piccola frazione di Rapallo (o sestiere secondo la concezione medievale), elegantemente affacciata sul mare nel Golfo del Tigullio, si divide nelle piccole insenature di Prelo e Trelo. Le tipiche casette liguri, vivacemente colorate e poste a separare il blu del mare dal verde della natura, compongono una costa intima e suggestiva. Da assaggiare, per chi volesse unire all’aspetto culturale anche quello della gastronomia locale, sono i tortelli di zucca, piatto tipico della festa patronale. Infine la pignolata, torta semplice a base di pinoli, rappresenta un altro pezzo gustoso della tradizione di San Michele di Pagana.

 

Sempre nel sestiere di Rapallo è particolarmente suggestivo il Parco delle rimembranze, inaugurato nel 1930, dove riposano i caduti delle due guerre mondiali. Gli alberi che ‘popolano’ il luogo hanno, attaccate al tronco, delle ‘rimembranze’, ovvero delle targhette metalliche con le generalità del soldato caduto. Ma il simbolo più celebre di San Michele di Pagana è certamente Villa Pagana o Villa dei Cavalieri di Malta, così chiamata in quanto proprietà dell’omonimo stato. Oltre alla bellezza in sé del palazzo, che svetta sulla cima della collina immersa nel verde, il parco della villa ospita il Castello di Punta Pagana situato all’estremità dell’area quasi sopra la scogliera. Anche questo faceva parte della serie di edifici costruiti dalla Repubblica di Genova per proteggere le coste dalle invasioni via mare all’incirca nel XVI secolo.

www.fondoambiente.it/beni/Index.aspx?q=torre-di-punta-pagana
www.sanmicheledipagana.it/_index.htm 

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