Un parco dove sentirsi dei re

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Una passeggiata tra i giardini della Reggia di Venaria, alle porte di Torino

Una visita alla Reggia di Venaria Reale ha il potere di farci respirare l’aria di una vera corte reale: appena varcata la soglia, infatti, i saloni adornati di statue e dipinti, le scalinate di marmo e i giardini da sogno ci riportano indietro di più di trecento anni e ci fanno sentire un po’ parte di quell’agiata nobiltà che ha avuto la fortuna di frequentarli. Il complesso fa parte delle residenze reali dei Savoia, costruite tra il XVI e il XVII secolo nei territori della cintura verde alle porte di Torino dopo che essa divenne capitale del ducato sabaudo, e che dal 1997 sono entrate a far parte dei Patrimoni dell’Umanità tutelati dall’UNESCO.

Il palazzo barocco di Venaria fu realizzato per volere del duca Carlo Emanuele II tra il 1658 e il 1679, su progetto dell’architetto torinese Amedeo di Castellamonte, come luogo di svago per la corte e base per le battute di caccia che egli intendeva praticare in quest’area ‘secondo lo stile dei re’. Nel XIX e XX secolo, tuttavia, fu vittima di pesanti danneggiamenti e del degrado prodotti prima dalle guerre napoleoniche e poi dal suo utilizzo a fini militari, perciò fu necessario un massiccio intervento di restauro per recuperarne l’antico splendore. Dal 2007, però, è tornata finalmente a risplendere di luce propria ed è ora frequentata da migliaia di visitatori ogni anno.

Eppure, malgrado la magnificenza della sua architettura, questa Reggia non sarebbe la stessa senza i suoi 80 ettari di parco, parte essenziale per comprendere il contesto nel quale il palazzo era inserito e valore aggiunto dal punto di vista storico e artistico. Nel Seicento e nel Settecento, infatti, i giardini erano una cornice verde per gli svaghi e i divertimenti della corte, ma nei secoli di abbandono si trasformarono in una fitta boscaglia che raggiungeva la Reggia stessa. Oggi, grazie agli attenti restauri effettuati sulla base di una dettagliata documentazione iconografica, hanno recuperato il loro volto originario e curato fin nei minimi dettagli, fatto di lunghi viali alberati, eleganti parterre dalle linee geometriche, pergolati e peschiere, sul modello dei giardini ‘alla francese’ tanto in voga nel Settecento. Questi si estendono principalmente in senso longitudinale e sono suddivisi in tre zone, l’Asse centrale, il Parco Basso, situato alla destra del viale centrale, e il Parco Alto, che si trova, invece, sulla sinistra e a un livello superiore.

Il viale Centrale, detto anche allea, presenta un lungo canale, le cui acque sono movimentate da una serie di piccole cascate che creano anche effetti scenici e accompagnano il visitatore con il loro gorgoglio, ed è fiancheggiata da due viali alberati; sfrutta la prospettiva all’infinito e si estende tra i resti della Fontana d’Ercole, alla quale si giunge oltrepassando il Giardino dei Fiori posto immediatamente alle spalle della Reggia, e del Tempio di Diana, situato all’estremità del parco e dietro al quale si trovava il territorio di caccia vero e proprio.

Il Parco Basso, invece, comprende la grande vasca della Peschiera, le grotte seicentesche, il Potager Royal, spazio destinato a orti e frutteti che raccolgono le principali specie antiche piemontesi, e il Giardino delle Sculture Fluide, nel quale sono collocate le modernissime opere d’arte realizzate da Giuseppe Penone, in un connubio perfetto tra arte e natura, storia e sensibilità contemporanea.

Nel Parco Alto, infine, che si caratterizza per lo schema settecentesco ‘a maglie quadrate’, si trovano il rinato Gran Parterre con al suo crocevia l’installazione dell'artista Giovanni Anselmo costituita da sei grandi blocchi in granito, le grandi Allee (Allea di Terrazza sulla destra e Allea Reale sulla sinistra), il Giardino delle Rose con i suoi caratteristici pergolati, il Boschetto della Musica e il Boschetto dei Giochi dove sorge il Fantacasino, attrazione con giochi macchine e ‘animagici’, ideata da Massimo Colangelo soprattutto per le famiglie ma adatta al pubblico di tutte le età.

I giardini di Venaria, insomma, sono un luogo da vivere e offrono un’occasione eccezionale per stare bene con la natura passeggiando lungo i viali o percorrendoli a bordo di una carrozza. Inoltre, soprattutto nel periodo estivo, sono sede di spettacoli ed eventi di vario genere, come quelli previsti dalle ‘Domeniche del Re’ e le attrazioni tenute presso il Potager Royal.

www.lavenaria.it

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