Ussari, maschere e Nasi Rossi

Guida Guida

Goliardia e manifestazioni folcloristiche al carnevale di Ronciglione

Semel in anno licet insanire’, ovvero ‘una volta all’anno è lecito fare follie’.  Questo celeberrimo proverbio latino potrebbe diventare il motto della cittadina laziale di Ronciglione, ridente borgo della provincia di Viterbo, nella quale ogni anno hanno luogo i tradizionali, nonché folli, festeggiamenti del Carnevale storico della città.

Tutto ha inizio la domenica che precede la settimana del Giovedì Grasso, quando le vie del paese sono percorse al galoppo dalla Parata Storica degli Ussari. Questa importante manifestazione rievoca un episodio della storia di Ronciglione sul quale aleggia un’aura di leggenda: si narra, infatti che, nel corso del XIX secolo, un capitano degli ussari francesi, di stanza a Ronciglione in difesa dello Stato Pontificio, si innamorò di una bella giovane del luogo e, per attirare l’attenzione della ragazza, era solito passare al comando del suo drappello di dragoni per le strade della cittadina. Questa ‘sfilata’ impressionò a tal punto la popolazione ronciglionese che diede inizio a una vera e propria tradizione che si è protratta fino ai giorni nostri.

Nel primo pomeriggio di Giovedì Grasso, i rintocchi del Campanone che suona a distesa riempiono l’aria, segnalando il ritorno di Re Carnevale e del suo regno. Nel corso di una cerimonia presenziata dalle autorità locali, il sindaco consegna le chiavi della città a questo insolito re in maschera, che viene accompagnato in carrozza e scortato da un corteo composto da maschere e dagli ussari a cavallo.

I festeggiamenti proseguono con maschere, sfilate, musica, danze, spettacoli e gare di vario genere, tra cui spiccano per importanza le tradizionali ‘Corse dei Barberi’ o ‘Corse a vuoto’: si tratta di una tradizione plurisecolare che prevede la competizione tra diciotto cavalli (due per ogni scuderia) non montati da un fantino, che, galoppando per le vie cittadine, si contendono l’ambito ‘Palio della Manna’.

La domenica pomeriggio i veri protagonisti sono i carri allegorici realizzati da mastri artigiani ronciglionesi che, accompagnati da bande e maschere, sfilano per la città lanciando cioccolatini e dolciumi ai passanti nella manifestazione chiamata ‘Corso di Gala’. In occasione di questa sfilata sono inoltre allestiti stand enogastronomici, che offrono ai partecipanti piatti tipici del viterbese, come le appetitose ‘fregnacce’, sorta di frittate arrotolate e farcite con formaggio o marmellata, e le pizze fritte.

A spadroneggiare nella giornata di lunedì è, invece, la confraternita dei Nasi Rossi, maschera simbolo del Carnevale di Ronciglione. Questa compagnia di buontemponi, vestiti con tuniche bianche, rappresenta i seguaci del dio Bacco. Alla vigilia del Martedì Grasso, questa confraternita mette in scena il frenetico rituale della ‘pitalata’: dopo essersi riuniti in piazza, infatti, i Nasi Rossi inneggiano al vino, inseguono gli spettatori prendendoli in giro e salgono sui balconi delle case servendosi di scale per offrire scherzosamente ai proprietari una porzione di maccheroni servita in un pitale (sì, avete letto bene, li tengono proprio in un vaso da notte!).

A chiudere questo periodo di festa e follia, il Martedì Grasso ha luogo la cerimonia di Riconsegna delle chiavi della città, con Re Carnevale che fa nuovamente la sua comparsa accompagnato dal solito corteo di ussari e maschere. In seguito a ciò il re fa testamento nella Piazza del Comune, dove sarà catturato dai membri della Compagnia della Penitenza, una confraternita di persone incappucciate che rappresentano i custodi della moralità del paese. A questo punto, dopo essere stato scortato da questa Compagnia in una sorta di corteo funebre con tanto di fiaccolata, il Re Carnevale viene definitivamente cacciato da Ronciglione, legato a bordo di un pallone aerostatico, dal cui volo sono tratti gli auspici per la stagione agricola. La sera stessa, nel corso del Veglionissimo di chiusura, si dà l’addio alla festa appena conclusa, con balli in maschera, vino e musica, e ci si dà appuntamento all’anno che verrà per una nuova immersione nella follia del Carnevale.

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