Un balcone sulle Dolomiti

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Le mille possibilità sportive invernali sull'altopiano del Renon

Un mondo veramente particolare, quello dell’altopiano del Renon: proprio sopra Bolzano, si raggiunge dal capoluogo percorrendo con l’auto la strada, oppure si può usare la funivia, che in pochi minuti copre  950 metri di dislivello. Sì, perché il Renon, tradizionalmente, è stato la località di villeggiatura dei bolzanini per decenni: all’inizio del Novecento fu costruita un’ardita ferrovia a cremagliera, sostituita in seguito da una funivia che nel 2009 è stata ulteriormente rinnovata. Così, accanto ad alberghi ed edifici che rispecchiano l’atmosfera ottocentesca e liberty, oggi al turista si offrono numerose attività sportive servite da attrezzature estremamente moderne.

L’altopiano, anzitutto, appare inclinato, aumentando gradualmente l’altitudine da sud a nord: dai 1220 m di Soprabolzano e dai 1154 di Collalbo, località turistiche poste ai margini meridionali, si giunge ai 2260 della cupola del Corno di Renon (Rittner Horn), con cui l’altopiano si salda alla dorsale orientale delle Alpi Sarentine. Gli impianti di risalita sono ubicati proprio in questa zona: una modernissima cabinovia e due sciovie servono una quindicina di chilometri di piste, dove si scia godendo di un panorama straordinario, con una vista su tutte le Dolomiti e il resto delle Alpi; dalla cima, infatti, la vista è praticamente a 360 gradi. È possibile praticare anche snowboard e snowkite, ed è stata allestita anche una lunga pista di slittino. 

L’altopiano è però il luogo ideale per la pratica dello sci di fondo: viene allestito un anello di circa 5 chilometri (pista Schön) e un percorso con partenza dalla cima Lago Nero, verso il Corno e verso le Alpi di Villandro permettono diverse varianti fino a raggiungere i 35 chilometri di lunghezza. Ma le possibilità di praticare attività sportive d’inverno non sono finite qui: per il pattinaggio su ghiaccio, per esempio, si può scegliere l’emozione di un campo naturale a Soprabolzano (naturalmente dipende dalle temperature!) o sul lago di Costalovara oppure immaginarsi grandi campioni di velocità sull’anello dell’Arena Ritten, definito la ‘pista all’aperto più veloce del mondo’, lungo 400 metri e posto a un’altitudine di 1200 metri, che corre intorno al Palaghiaccio.

Per chi desidera invece godersi la montagna in modo più ‘soft’ può fare bellissime passeggiate su sentieri battuti: quello assolutamente da non mancare conduce al Tavolo Rotondo, punto panoramico dove una piattaforma circolare permette di riconoscere tutte le cime visibili, dalle Dolomiti fino a Brenta, dall’Adamello allo Zillertal. Durante il periodo estivo l’intero altopiano è percorso da sentieri piacevolissimi; fra questi è da citare il numero 1, che collega Soprabolzano a Collalbo. Il tracciato è stato battezzato Sentiero Freud – Promenade, per ricordare il creatore della psicanalisi che qui, nel 1910-1911, veniva in vacanza, per pensare e rilassarsi, e camminava sul quel sentiero tutte le mattine all’alba in compagnia del suo cane.

L’altopiano, che ospita numerose frazioni e centri abitati, è effettivamente un luogo pittoresco: costruzioni caratteristiche e signorili alberghi, il romantico trenino che si snoda dall’Assunta (Himmelfahrt) fino a Collalbo, il museo dell’apicoltura. Costituiscono un grosso richiamo anche le piramidi di terra; le più celebri sono quelle di Monte di Mezzo (Mittelberg), nei pressi di Longomoso (Lengmoos), ma se ne possono vedere altre anche ad Auna di Sotto (Unterinn) e nella valle del rio Rivellone, tra i paesi di Signato (Signat) e Soprabolzano (Oberbozen). Anticamente l’altopiano del Renon era percorso da una strada romana, ma la sua storia ha origini ancora più remote, come testimonia la statua-menhir rinvenuta a Longostagno (Lengstein), sul colle dove sorge la chiesetta di Santa Verena, e ora custodita a Bolzano. A Monte di Mezzo sorge il piccolo santuario di Maria Saal, in cui si venera l’insolita immagine della Madonna con l’ombrello, segno di protezione, circondata di ex voto. Nei dintorni anche la chiesa di San Niccolò, trecentesca, con il caratteristico campanile a cipolla, che conserva interessanti affreschi quattrocenteschi di Leonardo da Bressanone.

www.renon.com/it

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