A casa dell'inventore della cucina italiana

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Le Festa Artusiana a Forlimpopoli, in Emilia Romagna

‘La migliore salsa che possiate offrire ai vostri invitati è un buon sorriso e una schietta cordialità’. Queste le parole di Pellegrino Artusi, la cui grande statua ci dà il benvenuto alle porte di Forlimpopoli. Il suo celeberrimo libro di ricette, che ha come titolo ‘La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene’, è conosciuto comunemente proprio con il nome del suo autore, ‘l’Artusi’. E la sua città natale, Forlimpopoli, ormai da 18 anni lo celebra con una Festa Artusiana che si svolge alla fine di giugno, quest’anno per la precisione da sabato 21 a domenica 29.

La manifestazione ha una durata di 8 giorni, nei quali si ha la possibilità di assistere a numerosi eventi, dimostrazioni e altro ancora. In occasione della festa le strade di Forlimpopoli cambiano nome per disegnare una nuova topografia della città: si organizzano stand e mercati dove sono messi in mostra prodotti dell’Emilia Romagna: l’anno scorso, per esempio, uno spazio era interamente dedicato al sale marino di Cervia. Questi giorni, però, sono anche l’occasione per conoscere realtà diverse da quelle italiane. Nell’edizione del 2013 era stato allestito il mercato contadino della cittadina di Traun, austriaca, mentre profumi e sapori del mare Adriatico erano la proposta di Rovigno, in Croazia.

Uno spazio importante sarà dedicato anche a mostre e convegni, nonché alle novità dedicate all’enologia. Vengono assegnati ogni anno anche premi e riconoscimenti a coloro che portano nel mondo la cucina e la cultura italiana: cuochi, personaggi dello spettacolo, imprenditori. In ogni caso, la protagonista assoluta rimane la cucina italiana e le sue possibili declinazioni a livello internazionale. Numerosi anche gli spazi gastronomici aperti appositamente, dove è possibile assaggiare e gustare piatti d’ogni genere, oltre a workshop per imparare dal vivo i segreti della cucina. Le serate e i momenti più salienti dell’intera manifestazione sono allietati da musica, laboratori e giochi per bambini.

Per capire l’importanza di Pellegrino Artusi nella storia italiana è necessario conoscere alcuni particolari della sua biografia. Nato a Forlimpopoli nel 1820, si trasferì con la famiglia a Firenze nel 1851, dedicandosi all’attività commerciale del padre. Visse il resto della sua vita in Toscana, ed ebbe la possibilità di dedicarsi alle sue passioni, la cucina e la letteratura. La prima edizione del suo libro ‘La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene’, che aveva come sottotitolo ’Manuale pratico per le famiglie’ uscì nel 1891. Partito in sordina, conobbe un successo crescente, tanto che nel 1911, anno della morte di Artusi, era giunto alla quindicesima edizione curata dall’autore.

Il libro contiene 790 ricette appartenenti soprattutto alla tradizione della sua terra d’origine ma anche alla Toscana e non solo, riuscendo a valorizzare tutti i piatti con lo scopo di creare una tradizione gastronomica comune a tutto il paese. La particolarità sta nel fatto che la descrizione di ogni piatto è accompagnata da considerazioni di ogni genere: aneddoti, storia, elementi di igiene. Un vero e proprio manuale, il primo in Italia, che divenne tra i libri più letti insieme a Pinocchio ai Promessi sposi. L’uso della lingua italiana è perfetto, tanto che molti sostengono che con il suo manuale Artusi abbia contribuito non poco alla divulgazione dell’italiano in tutta la penisola.

Infatti il libro è stato per decenni il must per tutte le neospose, che lo ricevevano in regalo come manuale della perfetta cuoca. E ancora oggi molte ricette sono valide, basta in alcuni casi modificare o ridurre le dosi dei condimenti: si fanno anche proposte di menu per pranzi o cene, a seconda della stagione e delle occasioni. E tutto ciò che fa da ‘contorno’ alle ricette vere e proprie lo rende un libro piacevole e interessante, che fa scoprire al lettore come si mangiava e si cucinava un secolo fa in Italia.

Adagiato nella pianura, Forlimpopoli è un centro fondato dai Romani nel I° secolo a.C. con il nome di Forum Popilii. Ancora oggi è possibile ammirare numerosi monumenti, come la possente rocca trecentesca in mattoni, costruita su un antico edificio e ristrutturata alla fine del Quattrocento da Pino III Ordelaffi; conserva intatta la sua mole a pianta quadrangolare, con quattro torrioni agli angoli e il bastione d’ingresso; ospita il municipio e il Museo Archeologico. La collegiata di San Rufillo, di antichissime origini ma più volte modificata, conserva resti delle antiche strutture: l’interno, a tre navate, custodisce dipinti e pregevoli opere lignee dei sec. XVII-XVIII.

www.pellegrinoartusi.it
www.forlimpopolicittartusiana.it

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