Indagare a Oslo

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Jo Nesbø e l'investigatore Harry Hole

Ai margini, esagerato, distorto, problematico: ecco l’investigatore Harry Hole, nato dal genio dello scrittore, attore e musicista norvegese Jo Nesbø. La serie di gialli dedicati a Hole comprende dieci volumi, da Il pipistrello a Polizia. Questo poliziotto ha grossi problemi con l’alcol ma è dotato di una grande capacità di risolvere i casi più complessi, cammina per Oslo immedesimandosi nella testa dei peggiori assassini e questo vivere il lato oscuro dell’umanità lo stravolge emotivamente.

Si muove in una città che non è la pacifica capitale norvegese che accoglie i turisti, è una specie di proiezione del male che Harry deve combattere. La zona davanti alla stazione centrale, punto nodale del traffico cittadino, dove madri spingono i passeggini dei bambini sui tram e gli studenti passano con gli zainetti in spalla, in realtà per Harry è solo ‘Plata’, una delle zone di maggior smercio di droghe pesanti di tutta Oslo. Altro luogo fondamentale per Hole è Kvadraturen, il quartiere situato tra la fortezza di Akershus e Grensen, delimitato dalla piazza della stazione (Jernbanetorget) e dalla piazza Egertorget, da dove parte una delle indagini di omicidio che Harry deve risolvere. 

Qui re Cristiano IV fece riedificare la città dopo il grande incendio del 1624. In Rådhusgata, appena fuori dalla fortezza, c’è la piazzetta Christiania Torv, con la sua fontana a forma di mano che indica un punto, simboleggiando così la decisione del re di far risorgere la città proprio da qui. In questo quartiere ci sono bei ristoranti ed edifici eleganti, la fortezza di Akershus, il Museo di Arte Contemporanea, quello di Architettura, il Museo del Cinema, quello della Dogana e diverse gallerie d'arte.

Karl Johans Gate è una delle strade più belle e principali di Oslo, che Hole percorre spesso: camminando lungo questa via si incontrano il Teatro Nazionale e il Ministero degli Affari Esteri. Alla fine della strada si raggiunge il Palazzo Reale di Oslo, chiamato Det kongelige slott, bellissimo e imponente, circondato dal suo verde parco.

Harry abita in una zona meno centrale della città, ma bella perché multietnica e colorata: Sofies Gate. Proprio dietro l’angolo si trova il ristorante Schrøder, uno dei più antichi e caratteristici di Oslo, dove Hole si rifugia quando vuole bere in pace e sprofondare nell’oblio. Se non è ben accetto da Schrøder per qualche guaio combinato sotto effetto degli alcolici va al pub Underwater, al numero 4 di Dalsbergstien.

La donna di cui l’investigatore è innamorato, Rakel, vive invece in una zona periferica, caratterizzata da molto verde e da villette carine, abitate da gente benestante: si tratta di Holmenkollen, una collina nella parte nord della capitale. Quante volte Harry è passato davanti a casa di Rakel e non ha avuto il coraggio di entrare, per timore di farle più male che bene.

A Holmenkollen ci sono un famoso trampolino per il salto con gli sci, uno stadio di biathlon e numerose piste di sci di fondo: è uno dei principali centri per la pratica dello sci nordico, molto frequentato dagli abitanti della città nel loro tempo libero. Qui Harry in una delle sue indagini trova il cadavere di una donna, mentre correva proprio nell’area verde.

Particolarmente moderno e imponente è il palazzo in vetro e marmo dell’opera di Oslo a Bjørvika: ci si può salire fino in cima ‘scalandolo’ dall’esterno: si gode di una bella vista della città e Harry si è fermato lì a fumare una sigaretta, immerso nei suoi pensieri.

In una visita di Oslo non si può dimenticare il porto: Aker Brygge, con i caffè e i locali all’aperto in cui si può bere qualcosa guardando il bellissimo fiordo, e anche qui il nostro investigatore è passato durante le sue affannose ricerche dei colpevoli. 

Insomma, seguendo le tracce di Harry Hole si può scoprire una città diversa, sicuramente romanzata ma a volte più vera di quella che descrivono le guide. Oslo è una città bellissima e tranquilla, che però non nasconde i suoi lati più estremi, anzi cerca di accettarli per ridurre il danno: una lezione che dovrebbero sforzarsi di imparare tante altre metropoli del mondo.

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