Testimonianze di storia in Sardegna

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Batteria Militare Talmone a Punta Don Diego

Palau, Punta Don Diego. Non solo spiagge bellissime e la vita mondana che caratterizza la Sardegna, qui si nascondono testimonianze della storia militare del nostro paese. Per raggiungere la Batteria Militare Talmone bisogna camminare per una cinquantina di minuti attraverso la selvaggia natura sarda. Eccola lì abbarbicata sulle aspre rocce della costa nord dell’isola: un tempo faceva parte di un sistema difensivodi vari fortini costruiti dopo che Carlo Emanuele III di Savoia sottrasse le isole dell’arcipelago della Maddalena al controllo genovese.

Dalla Batteria Militare Talmone si controllava il canale posto tra l’isola di Spargi e la Sardegna. Insomma un luogo importante per la difesa. Passati i turbolenti periodi bellici il posto andò in rovina, fino a che la Regione Autonoma della Sardegna la affidò nel 2002 al FAI, che si impegnò a restaurarla per farla rivivere e permettere al pubblico di visitarla.

Il sentiero che bisogna compiere per raggiungerla è leggermente accidentato ma vale la pena: percorrendolo si incontrano panorami mozzafiato. Non si tratta solo dell’importanza della meta ma anche della bellezza del percorso per arrivarci. Purtroppo questa gita non è adatta a persone portatrici di handicap a causa della difficoltà del tragitto per raggiungere il sito.

 

Dopo questo tuffo nella storia dell’architettura bellica a Punta Don Diego si può esplorare Palau, il paese vicino, un centro della Gallura, situato sulla costa settentrionale dell'isola, di fronte all'arcipelago di La Maddalena. L'abitato sorse nel XIX secolo in funzione dei collegamenti con La Maddalena (incrementati con la costruzione, nel 1930-1932, della ferrovia Sassari-Palau) e si sviluppò in seguito alla crescente attrazione turistica esercitata dalla zona.

Del paese di Palau si conosce la ‘data di nascita’: 1° agosto 1875. Fu allora che Gian Domenico Fresi, un ricco signore, decise di sfruttare alcune proprietà lungo la costa per costruirci una casa chiamata con il suggestivo nome di ‘lu palazzeddhu’. Da allora quello che era il punto di arrivo di navi e barche provenienti dalla Maddalena cominciò a crescere fino a diventare una frazione di Tempio Pausania prima, e con l’arrivo del turismo negli anni Sessanta del Novecento, una delle mete più gettonate della Gallura.

Chi visita questa zona deve assolutamente salire a bordo del trenino verde, portato da una vecchia locomotiva che da giugno a settembre percorre la strada ferrata che da Nulvi, nell’Anglona, in 116 km arriva fino al mare a Palau e viceversa. Il treno ferma a Martis, Laerru, Pèrfugas, Bortigiadàs, Tempio Pausania, Luras, Calangiànus e Arzachena. Questo trenino è adatto a chi ama il turismo da vivere senza fretta: le tratte proposte sono solo quattro ma hanno un grande valore paesaggistico.

A 5 chilometri da Palau si trova la roccia di capo d’Orso, una massiccia formazione granitica che nella sagoma ricorda un grosso orso accovacciato. Frutto della secolare erosione del vento e segnalata già da Tolomeo nella sua Geografia, si eleva alta su un promontorio aperto su uno dei più bei panorami del Mediterraneo. Poco distante da Capo d’Orso si stagliano le maestose sculture granitiche del colle di punta Sardegna, bellissimo punto panoramico sulla Maddalena e la costa.

Alle spalle di Palau, sulle pendici del monte Canu, la tomba dei giganti di Li Mizzani è singolare. Formata da una stele di modeste dimensioni e grezza, è l’unica che abbia mantenuto la sua posizione eretta originaria. La sua fama però la deve a Mario Aresu, studioso di Palau, che su queste e altre tombe di giganti costruì un’insolita teoria. Secondo Aresu i luoghi dove i popoli nuragici decidevano di erigere le loro tombe erano al centro di forti campi magnetici dotati di un potere curativo. Se la sua teoria abbia un qualche fondamento scientifico ancora non si sa, comunque sono in molti ormai ad andare in pellegrinaggio a Li Mizzani. 

www.fondoambiente.it/Cosa-facciamo/Index.aspx?q=batteria-militare-talmone-bene-fai
www.treninoverde.com

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