Un festino per Rosalia

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A luglio, a Palermo, una delle feste più solenni della Sicilia

Per i palermitani il festino è una festa grande, grandissima, uno scoppio di gioia senza paragoni, una dimostrazione di affetto straordinaria per la loro santa più cara: la santuzza, santa Rosalia. Dal 10 al 15 luglio, Palermo sarà in festa per l’edizione numero 390, per un evento che si ripete ogni anno, senza mai aver avuto un’interruzione. 

Rosalia è una santa speciale: viene raffigurata come una bella fanciulla alta, bionda, bella con gli occhi azzurri, una tipica bellezza normanna vissuta nel XII secolo, figlia di nobili che abitavano in una villa appena fuori dalla città. Promessa sposa a un giovane, preferì ritirarsi in eremitaggio in una grotta e poi sul monte Pellegrino. Una santa vergine, morta in giovane età, di cui non si conosceva neppure il luogo in cui era spirata. Diventerà speciale 5 secoli dopo, nel 1624; incombeva una gravissima pestilenza su Palermo, il popolo si era rivolto a santi e sante protettori della città, affinché allontanassero la terribile epidemia, ma invano.

Proprio in quei giorni Rosalia apparve a un cacciatore sul monte Pellegrino: gli disse di andare dal cardinale Doria e di comunicargli dove avrebbe trovato le sue ossa, in una grotta sul monte. Il cacciatore andò dal cardinale, che salì sul monte e trovò le ossa: le portò in città in processione, tra canti e fiori. E dove passavano le spoglie della santa, i malati guarivano e così la peste fu allontanata in pochi giorni. In questo modo, da quell’anno, nel mese di luglio si ripete la festa (u festinu, come la chiamano i palermitani), affinché la santa continui a proteggere Palermo da tutti i mali.

Il luogo che custodisce le reliquie di santa Rosalia è la straordinaria cattedrale. Fu costruita tra il XII e il XIII secolo e presenta ancora la solennità e l’essenzialità dello stile normanno; sul fianco sinistro si può ammirare un portico gotico-catalano quattrocentesco, sulla cui colonna di sinistra vi si trova inciso un passo del Corano. All’interno, in una cappella, le ossa in un’urna d’argento.

In questa che si potrebbe proprio definire una festa barocca, perché è ricca e quasi eccessiva, la figura della santa viene portata in processione lungo le strade della città, sistemata su di un carro la cui decorazione cambia di anno in anno; nel 2013, per esempio, aveva la forma di una grande nave. Il carro porta anche l’orchestra che suona per tutto il percorso, accompagnando le danze della folla. La processione parte dalla cattedrale, quindi prosegue lungo corso Vittorio Emanuele e arriva al Foro Italico, sul lungomare, per poi tornare al duomo. Uno dei momenti culminanti è l’arrivo del carro ai Quattro Canti (piazza Vigliena), dove si affacciano i palazzi barocchi sui quali spiccano cornici, nicchie e finestre, e le statue delle sante Cristina, Ninfa, Agata e Oliva, protettrici della città prima che Rosalia le sostituisse. Qui si invoca la santa, mentre le facciate degli edifici sono illuminate da giochi di luce. Sul lungomare, invece, si assiste al grande spettacolo dei fuochi d’artificio.

La festa si diffonde per le strade già dal 10 luglio, con luminarie di tutti i colori che abbelliscono finestre e strade. Una parte fondamentale la gioca anche il cibo: ovunque bancarelle propongono dolciumi, torroni, frutta secca, oltre ai cibi tipici del festino, cioè i babbaluci, le lumachine di terra, e il mellone (cocomero), senza contare tutti gli altri mangiari di strada come pane e panelle, il panino con la milza, lo sfinciuni.

L’altra festa importante in onore di santa Rosalia si svolge a settembre, il 4, giorno della sua nascita, sul monte Pellegrino, dove si trova il santuario. Questo si trova a circa 450 metri di altezza e incorpora la grotta dove furono trovate le ossa della santa. Il pellegrinaggio al monte avviene a piedi (acchianata), salendo su un antico sentiero lungo circa 4 chilometri. Questo rimase l’unica strada per il santuario fino agli anni Venti del Novecento. All’interno della grotta sono visibili i numerosissimi ex voto per grazie ricevute, tra cui spicca anche una gigantesca ancora di bronzo.

www.festinodisantarosalia.it/389/
www.santuariosantarosalia.it/

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