A Caraglio, borgo occitano, per la Festa dell’Aglio

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In val Grana, nel Cuneese, una mostra mercato con degustazioni per celebrare l'aglio, tra i migliori per la bagna caoda.

Aglio a Caraglio si dice in dialetto Aj a Caraj: è questo il nome della manifestazione che si svolgerà sabato 15 e domenica 16 novembre in questo borgo caratteristico all’inizio della val Grana, in provincia di Cuneo. Questa è ormai la dodicesima edizione della mostra mercato dove gli amanti della spesa a chilometro zero potranno acquistare questa pianta aromatica, basilare per tanti piatti della cucina italiana.
 
Gli espositori sono più di 60, mentre i visitatori sono circa 15.000. Una grande festa per un paese piccolo, visto che gli abitanti sono poco più di 6500.
 

L’aglio che viene prodotto qui è senz’altro tra i migliori della regione

Il programma prevede un appuntamento da non perdere, dedicato al re della festa: infatti sia la sera di sabato sia in occasione del pranzo di domenica sarà possibile assaporare uno dei piatti piemontesi più tipici, la bagna caöda. Si tratta di una preparazione molto saporita: nell’olio caldissimo si fanno sciogliere degli spicchi d’aglio e delle acciughe dissalate e diliscate, oltre a poco burro e panna. In questa salsa ognuno potrà intingere delle verdure crude. 
 
Naturalmente saranno in vendita anche altri prodotti tipici del luogo, e gli appassionati di filatelia troveranno anche un annullo filatelico che sarà apposto su cartoline a tema. L’esposizione però dà spazio anche ad altre varietà del profumato aroma: vi si trovano altre produzioni di nicchia come, nelle passate edizioni, l’aglio di Govone presso Alba, quello di Vessalico (Imperia) o quello di Voghiera, insieme a numerose e particolari varietà di ortaggi.
 
La festa sarà allietata da musica e balli occitani, di antica tradizione. Il paese ha conservato parti dell’antica struttura urbana medievale, come il campanile duecentesco e quello cuspidato della chiesa di San Giovanni, quattrocentesco. Nei pressi del santuario della Madonna del Castello si trovano i resti di un antichissimo maniero (documentato fin dal X secolo), comprendenti anche una cappella con affreschi quattrocenteschi. 
 
Lungo la strada per Dronero è il “Filatoio rosso”, una grande costruzione di impianto secentesco, con torrette cilindriche angolari: è la più antica fabbrica da seta d’Europa i cui locali ospitano oggi il Museo del Setificio Piemontese, con gli antichi macchinari restaurati e allestimenti temporanei.
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