A Bialowieza sopravvive l’ultimo lembo di foresta

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Tra Polonia e Bielorussia questo parco tutela le vestigia di quella che un tempo era la copertura forestale che ammantava l’Europa.

Una grande foresta ben conservata nel cuore del vecchio continente, ecco Bialowieza: 140.000 ettari tutelati e una storia che si perde nel passato. I re polacchi già nel XIX secolo decisero di proibire la caccia agli animali di grossa taglia in questa zona. Nel 1921 venne dichiarata riserva forestale dalla Polonia e finalmente nel 1932 Bialowieza fu trasformata in parco nazionale.
 
La storia di questo paradiso del verde continua: dal 1977 divenne anche riserva di ‘Man and Biosphere’ e nel 1979 entrò anche nella lista dell’UNESCO con l’obiettivo di conservare questo territorio così com’è a beneficio delle generazioni future.
 

Per chi visita il parco la prima cosa che salta all’occhio è la grandezza delle piante

Si tratta di querce maestose, esemplari secolari, radure, ma anche sottobosco e cespugli. Ci sono poi gli animali che contribuiscono a rendere unico e prezioso questo luogo: lupi, linci, cervi, oltre 60 specie di mammiferi e tantissimi insetti. Il bisonte europeo, che in natura scomparve nel 1919 proprio a Bialowieza ucciso da cacciatori, fu reintrodotto in queste zone con successo. Nel 1929 si costruirono recinti per ripopolare la specie e poi, nel 1952, vennero lasciati in libertà anche in natura.

 
Nel parco alcune aree si allagano periodicamente e in questo modo si sviluppano una vita animale intensa e una notevole varietà di vegetazione. Il visitatore che decide di recarsi in questa foresta rigogliosa non troverà solo uno spettacolo naturale incredibile, ma andrà con la mente a ritroso nel tempo, prima dei danni che l’uomo ha creato con l’inquinamento, perdendosi nel verde più intenso che c’è.
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