In moto a Schilpario, a visitare antiche miniere

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Un percorso turistico di montagna di una giornata, per conoscere una delle più suggestive e selvagge valli delle Alpi Bergamasche.    

La Lombardia è ricca di percorsi motociclistici divertenti e interessanti. In particolare, le Alpi Bergamasche offrono itinerari ad anello che si possono effettuare in un giorno. La meta in questo caso sono le antiche miniere di Schilpario, in Val di Scalve. Si tratta di un percorso piuttosto breve, di circa 100 chilometri, su strade di montagna.

Il punto di partenza è Sarnico: il paese è ubicato sull’estremità meridionale del Lago di Iseo

Per raggiungerlo si esce dalla A4, uscendo a Grumello Telgate se si arriva da ovest oppure a Palazzolo. Da Sarnico si costeggia il lago con vista sull’isola di Montisola e gli isolotti di Loreto e San Paolo, raggiungendo Lovere. Il paese merita una visita: è un antico borgo medievale con un bel lungolago e palazzi di pregio. A piedi ci si può spingere fino a piazza Vittorio Emanuele II, da cui si dipartono gli stretti vicoli dell’impianto originario.

Si riparte lasciandoci alle spalle il lago e si imbocca la strada che salendo corre lungo il torrente Borlezza, quindi, poco prima di Clusone, si piega a destra proseguendo verso il passo della Presolana, a 1297 m di altitudine. La strada piena di curve conduce fino a Schilpario (1124 m). Proseguendo ancora per qualche chilometro in direzione della località di Fondi si raggiunge il parco Minerario Ing. A. Bonicelli, dove si trovano le miniere.

La tradizione mineraria della zona è antecedente al XV secolo, quando la Serenissima istituì leggi apposite per la conduzione della miniera

Qui si estraevano minerali di ferro, e nei dintorni anche barite e fluorite. Le attività sono cessate definitivamente nel 1972. Nel 1997 si è creata la cooperativa che ha deciso di dare nuova vita a questi luoghi, recuperando a scopo turistico alcuni percorsi.

 

È possibile visitare i 4 chilometri di gallerie in parte a piedi e in parte con i trenini della miniera, e con l’aiuto dei vecchi minatori o di giovani guide conoscere la dura realtà del lavoro

Fotografie e oggetti dell’epoca completano questo interessante viaggio in un modo che non esiste più. Nei mesi di luglio e agosto la miniera è aperta tutti i giorni; mantella e caschetto sono forniti all’inizio della visita, consigliabili gli scarponcini e una giacca a vento.
 
La strada, da Fondi, prosegue in ripida pendenza fino al Passo del Vivione (1828 m), che collega la valle con la statale per Edolo e l’Aprica. La visita poi può proseguire raggiungendo, in frazione Pradella, il museo dei minerali e dei fossili. A Schilpario, che comunque merita una sosta per la bellezza delle sue architetture caratteristiche, ha sede anche il museo Etnografico, dove sono raccolti materiali relativi alla vita quotidiana di queste aree montane. 
 
Il ritorno avviene scendendo verso Darfo Boario Terme (Val Camonica), che si trova lungo il fiume Oglio. Da qui si può tornare verso la A4 percorrendo la strada che costeggia la riva orientale (bresciana) del Lago di Iseo.
 

 

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