Il mondo fantastico delle case di Augusto e Livia ai Fori

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Riaperti nel 2014, questi grandi edifici raccontano al visitatore la potenza, la cultura e la bellezza dell’arte della Roma antica.

Non si smette mai di scoprire nuovi tesori nell’area dei Fori Imperiali a Roma. La zona non è solo densa di rovine, così come sembra a prima vista, ma nasconde dimore affascinanti, in parte ben conservate, che sono visitabili e che permettono di scoprire come erano veramente le ricche abitazioni dell’antica Roma. 

Due delle ultime strutture che sono diventate accessibili al pubblico sono la casa di Augusto e quella di Livia

L’altura che spicca in mezzo all’area archeologica è il colle Palatino, quello più famoso della città. Si potrebbe dire che è qui il luogo di nascita di Roma. Secondo la leggenda, infatti, sul colle vi era la grotta dove Romolo e Remo vennero allattati dalla lupa, e l’imperatore Augusto volle costruire qui anche la sua dimora privata.

 
L’edificio fu realizzato riunendone altri adiacenti e sulle basi dell’antica casa di Ottaviano: l’aspetto è molto sobrio, senza marmi o altri lussi particolari. Augusto aveva qui un piccolo studio dove lavorava e riusciva a isolarsi. La scelta dell’imperatore di risiedere sul Palatino condizionò anche gli imperatori successivi, che elessero lo stesso luogo come residenza. Proprio il nome originale del colle, Palatium, andò a indicare il palazzo di rappresentanza per eccellenza, e fu utilizzato successivamente nelle lingue europee. 
 
La casa di Augusto è composta di due ali, la parte privata e quella pubblica, come a simbolizzare il fatto che l’imperatore, anche nei momenti della sua vita più intima, non poteva spogliarsi del suo potere. L’interno è molto interessante perché si conservano ancora i tradizionali ambienti della casa romana, come l’atrium e i cubicula (le piccole stanze intorno). Vi si possono ammirare alcuni sobri mosaici pavimentali e incantevoli affreschi alle pareti, come nella Stanza delle Maschere, dove la decorazione imita strutture architettoniche, inframmezzate da maschere, da cui deriva il nome della camera. 
 
I due palazzi erano stati aperti al pubblico già nel 2008 ma poi sono stati chiusi per qualche anno per realizzare importanti lavori di restauro, che risolvessero l’umidità e preservassero dalle intemperie i preziosi affreschi. La recente riapertura ha ampliato notevolmente l’area di visita. Nel palazzo di Augusto sono oggi accessibili le sale dell’area pubblica: le due biblioteche, greca e latina, il triclinio di Augusto e la sala delle prospettive, tutte affrescate. Le pitture murali sono alternate dal suggestivo rosso pompeiano.
 
La cosiddetta casa di Livia apparteneva alla terza moglie di Augusto: anche qui si possono vedere preziosi affreschi, compreso l’ambiente del triclinio di Livia che è stato restaurato. Molti tesori di questi palazzi hanno trovato collocazione nel vicino Museo Palatino: anche questo è stato riorganizzato e permette un interessante viaggio nel tempo che ripercorre la storia di Roma dalla fondazione.
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