titolo

Emme

Cactus o edera? Alla ricerca dell’uomo giusto

Tenerone o possessivo, dolce o egocentrico, cactus o edera … L’uomo giusto esiste. Basta solo sapere come riconoscerlo.

Cara Emme
Sto cercando di capire qual è l’uomo giusto per me, ma è un gran casino.
I confusi mi annoiano, i possessivi mi sfiancano, non mi piacciono nemmeno i troppo teneri.
Insomma: non me ne va bene uno!
Come si capisce quando vale la pena fermarsi?
T.
 

Cara T.,

Prima di tutto sappi che siamo tutti ibridi.
Nessuno è una sola parola. Il confuso è spesso passionale e logorroico e magari se ti va male, male, anche egoico.
Il possessivo è insicuro ma carismatico e dolce. Il tenerone è rassicurante e matto come una campana. Posso andare avanti per giorni. Ho provato infinite combinazioni.
Vale la pena fermarsi quando la pelle ti dice qualcosa.
Quando il corpo, messo nel letto con un altro corpo funziona.
Quella è una partenza.
Se la testa non funziona, sarà come essere una Ferrari che gira in un circuito.
Una cosa pazzesca, ma non si esce da lì. Ad un certo punto i circuiti finiscono e te ne torni in garage.
Perché sia quello giusto ci vogliono altre due cose.
La testa, che ti permette di incastrarti con l’altra persona senza farti sopraffare e senza schiacciarla.
Che ti permette di essere te stessa e di essere amata senza chiedere.

Il cuore. Il cuore fa tutto quello che corpo e testa non possono fare.

Quando piangi dopo aver fatto del sesso strepitoso? Cuore.

Quando lo hai appena salutato e cammini con una faccia che anche la vecchia sul 9 ti prenderebbe a borsettate talmente sembri ebete? Cuore

Su quale sia il tuo tipo poi, io non posso proprio risponderti, ma tesoro allarga la mente e le braccia perché mi sembra che il tuo casting abbia l’apertura mentale di un fitting di Karl Lagerfeld.

E’ chiaro che con un top di pelle di armadillo una gonna grande come un sottobicchiere e delle scarpe con 17 cm di tacco a forma di scala a chiocciola sta bene solo a Gigi Hadid… Magari se proviamo con un bel poncho…
Di recente mi hanno parlato di due tipi di persone. Ecco forse questa distinzione può aiutarti nella ricerca o magari per capire che pianta sei tu.
La persona cactus e la persona edera.
Seguimi perché me la sono fatta ripetere 2 volte ed ero sobria.
Il cactus è quella persona, maschio o femmina, che è totalmente proiettata su se stessa. Se ti piace uno così sei destinata ad autoprenderti e ad autolasciarti. Lui stara sempre lì. Anzi: più cerchi di liberartene e più essendo la sua natura quella di sopravvivere diventerà gigantesco.
Per cui un giorno uscirai sul balcone e ti troverai un mostro di 1 metro e 90.
La soluzione? Metterlo sul balcone di un’altra persona.
La persona edera invece, si arrampica sulla tua parete finché non vedi più la luce, oltre al tuo si fa altri 4 o 5 balconi e tu non hai la minima percezione del fatto che ti stia ingoiando.
La soluzione? Cambiare prospettiva, uscire e vedere la parete da fuori e vedere quanto fa schifo l’edera.
Ora, a me muoiono anche i fiori finti, ma pare che ci siano parecchie vittime di cactus e edere. Ma roba che bisognerebbe fondarci un’associazione o roba così.
Io credo che come con le parole anche nella botanica siamo tutti ibridi.
Io sono uscita con Cactus Edere e anche un po’ Pungitopi. E adesso vorrei tanto uscire con dei Girasoli o al massimo delle Calle. La botanica è stremante!
Forza T! apri gli occhi e cerca dei meticci, siano parole, piante o umani!

Foto © Melpomene - Fotolia.com

Hai una domanda per Emme? Scrivi a postadelcuore@deabyday.tv

Emme risponde...

SEGUICI