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Emme

Non voglio un figlio e rischio di perdere lui

Lui vuole un figlio, tu no. Tanto da arrivare a una rottura del rapporto per visioni diverse. Ma non perdere di vista se stesse è impagabile.

Cara Emme
Non voglio un figlio e il mio compagno mi lascerà. Ecco te l’ho fatta molto breve, io sono così, alle cose non giro intorno. Sono così anche in amore. Lo Amo. Eppure non rinuncerò a me stessa. Io non sono di quelle che poi diventano madri. Per mille motivi che non sto a dirti. Sono stata sincera, non ho mai mentito su questo. Lui ora andrà via. Dopo sette anni. E io morirò. Ma resterò io.
B.

Cara B,
se non sei quella cosa lì per amore, che è l’unico motivo per cui un figlio valga il rischio di questo mondo che traballa, hai ragione tu.
E mentre ti scrivo immaginami in piedi che ti faccio un applauso come quello che fanno la notte degli Oscar quando escono quelli bravi, quelli che lo meritano davvero. Guarda, per te ho messo anche i tacchi!
Io, quando riconosco una donna con le palle, mi commuovo sempre un po’.
E non credere, le donne con le palle spesso la gente che non capisce le percepisce come roba dura, coriacea. Io nella vita ho avuto la fortuna di vederne un sacco ed erano dolcissime, fragili, carta velina contro vento. Solo che non si piegavano alla vita. Per non lasciarsi vincere non c’è bisogno di mettersi un’armatura. Si resta quello che si è. Si dice quello che si è. Come hai fatto tu con questo amore qui.
Lui non è pronto. Sono sicura che ti vuole tanto, ma era sicuro di cambiarti. Ah che errore! Ah la testata in pieno stile Aldo, Giovanni e Giacomo che gli tirerei se lo avessi davanti.
Fallo tu cara, almeno questo sfizio te lo puoi levare.
Poi piangi le tue lacrime, ma non sentirti in colpa.
E B… Non morirai.
Ti sembrerà ma non morirai. Mentre sarai spiaggiata sul fondo del barile avrai delle visioni di te che spingi passeggini, vorrai fare figli con tutti pur di riavere indietro lui, ma stai tranquilla passeranno: sono le allucinazioni da carboidrato + gelato + alcol + film lacrimevole dopo le 22.00.
Poi tornerai tu. E succederanno cose belle. Ecco non posso garantire sul quando perché il tempo è un bastardo che in confronto la cellulite e le smagliature sono amiche con cui andresti a bere una cosa tutte le sere.
Ma arriveranno.
E avranno la forma di uno che non vuole spingere passeggini, o ne ha già spinti ed è a posto.
Ci sono. Vivono e lottano con noi.
Abbi fiducia.
Io intanto continuo l’applauso di cui sopra, perché ci voleva veramente poco a farsi infiocchettare nella vita di un’altra con un passeggino che nessuno aveva voglia di spingere.
BRAVA!

Foto ©Punto Studio Foto  - Fotolia.com

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