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Emme

Forse è finita ma ci sposiamo

Quando, dopo tanti anni di relazione, il matrimonio sembra l'inevitabile soluzione. Anche alla crisi.

Cara Emme,
quest' estate ci siamo lasciati dopo 10 anni perché era confuso, io sono andata in vacanza con Avventure nel mondo lui con gli amici a Ibiza, poi è tornato, gli ho chiesto di venire ai 40 anni di nozze dei miei perché non avevo detto in famiglia che ci eravamo mollati e abbiamo ricominciato a vederci. Ci manchiamo, e alla fine piano piano stiamo tornando insieme ma io gli ho detto che mi deve sposare. Lui ha detto che ci sta.
Io voglio l’abito bianco e il velo e lui alla fine è con me dal liceo. Non può essere un errore, vero?
I.
 

Cara I,
le senti le sirene? Sto venendo a prenderti ma non illuderti, non sono con l’ambulanza e i medici bellocci del Seattle Grace, sono con una volante e il sosia della buon’anima di Vito Catozzo. Perché, per farti riflettere sulla sequela di cavolate che hai infilato, dai viaggi di Avventure nel mondo in poi, ti ci vorrebbe il buio di una cella e un poliziotto con la pancia a farti la guardia.
Ora, fermiamoci un attimo e ragioniamo. Nessun medico, nemmeno quelli con gli addominali scolpiti delle serie tv prescrivono medicine tali da ridurre il nostro cervello ad un tale stato di appiattimento da pensare che la nostra vita abbia un senso solo se ci vestiamo da meringa e lanciamo un bouquet in fronte ad una delle nostre più care amiche. Amiche che, se non ti stanno fermando, sono a loro volta sotto farmaci pesanti, mi viene da pensare.
Punto uno, tu questo qui non lo ami, ci sei affezionata come ad un Trudy. Tu ami l’idea di avere l’amore di sposarti con l’amore del liceo. Ti sei auto lasciata (perché io me lo vedo lui che si fissa le scarpe mentre tu fai il classico monologone e lui dice delle cose cosi a bassa voce che lo sentono solo i cani) e lui è andato a IBIZA!!!! A bere chupitos dagli addominali di una tronista e a fare schiuma party. Non c’è nulla di male per carità ma quest’uomo ha tipo 34567 secoli di adolescenza da recuperare. Senza di te. Lasciamo che vada.
Tu sei andata a farti un viaggione. Brava. Sai quanti altri te ne potrai fare? Sai quante altre persone potrei incontrare prima di vestirti da meringa? O meglio, prima di trovare quello giusto per vestirti da meringa e tirare bouquet?
Per quello giusto il bouquet in faccia lo prendo io guarda! Sulla fiducia!
Ma se non dici nemmeno ai tuoi genitori che la vostra storia è finita e lo porti, come un figurante, a feste e cene di famiglia sei fuori strada...
Non è una recita. E’ la tua vita. E, dovendo scegliere un attore da metterti vicino, almeno prendi un professionista, che ne so, uno inglese che sta bene in calzamaglia recitando Shakespeare (è un’iperbole, non un suggerimento.)
Cara, indossa le tue scarpe da jogging e corri lontanissimo da questa brutta versione della vita che credi di volere per te.
Meriti molto di più.
C’è, tra le mie canzoni preferite, “Skinny love” di Bon Iver. Il testo racconta di un amore troppo "magro" per stare in piedi da solo, nonostante le suppliche. E’ pura poesia. L’ho scoperta perché, come te, chiedevo a una cosa che non poteva essere di fare sforzi sovraumani per reggere le mie aspettative.
Tesoro, skinny jeans ok, se hai l’età e il fisico per reggere il colpo. Skinny love, MAI e poi MAI.
L’amore deve mangiare. La felicita è una cosa che si mangia in due.
 

Foto Credit ©deagreez - Fotolia.com

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