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Emme

Sarò single per sempre?

Single, quasi, da una vita. E capita di pensare "e se non lo trovassi mai?". Ecco i pensieri, cupi, di una single.

Cara Emme, per la prima volta l’altra notte prima di dormire ho pensato
“E se resto da sola?” Mi si è formato un buco nello stomaco, il letto sembrava grande. Ho chiuso gli occhi e in un modo o nell’altro mi sono addormentata. Non ci avevo mai pensato, e tu?

A.
 

Cara A,

intanto concentriamoci su un fatto: la mattina dopo ti sei svegliata. Probabilmente con la faccia di Cher senza trucco, perché sonopraticamente certa che in quel letto improvvisamente grande come la Wembley Arena avrai dignitosamente frignato come la Magnani in”Roma città aperta” e quel buco nello stomaco ti avrà fatto fare una notte che nemmeno i vuoti d’aria sorvolando il Sahara con un treenne in modalità sirena seduto garbatamente al posto corridoio accanto a te.
Ma poi ti sei trascinata sotto la doccia, hai messo il contorno occhi con paletta e secchiello e sei andata a lavorare con addosso dei vestiti fintamente non abbinati perché la risposta alla domanda “e se resto sola?” prima che sia io a dartela magari la trovi sotto forma di maschio alto biondo con gli occhi verdi sulla metro dietro di te.
Quindi io, come si dice a Roma: “Me so arzata in piedi e te sto a batte le mano”.
A te, e a tutte quelle che, perdonami la licenza poetica, si danno un calcio nel sedere da sole, e si alzano ogni mattina da letti immensi con lo stomaco chiuso o aperto, pronte a mangiarsi anche i tavoli di Starbucks e mettono un piede davanti all’altro e vanno avanti.
Mi chiedi se ho mai pensato: E se resto da sola?” Oh tesoro. Certo.
Lo pensiamo tutte. Anche quelle che hanno qualcuno lo pensano, sai?
Perché magari sono parcheggiate lì proprio per non voler stare in un letto vuoto, senza capire che la cosa peggiore del mondo è un letto vuoto
con dentro due persone.
Ti racconto la prima volta che l’ho pensato io: ero al matrimonio della mia migliore amica, il giorno del mio 30esimo compleanno, mi ero lasciata da nemmeno un mese con il mio primo e, al momento, unico "per sempre".
I presupposti per un tuffo dalla rocca di Portofino c’erano tutti ma avevo addosso un vestito di Alberta Ferretti e delle scarpe da urlo (anche in senso di dolore proprio) che stanno nel mio armadio tipo Sindone per quando vincerò il mio primo Golden Globe.
Avevo promesso alla sposa che sarebbe stato il suo giorno e che non avrei trionfato sulle pagine della cronaca nera locale il giorno dopo.
Ero la damigella. E avevo due, dico due, cavalieri. Fidanzati tra loro.
Mi hanno messo una flebo di Bellini collegata al bouquet che ho tenuto tutta la cerimonia per tenermi su di giri ed è andato tutto benissimo.
Li è stata la prima volta. La prima di una serie. L’ho pensato ai matrimoni delle altre mie amiche del cuore. Quando sono nati i loro figli.
Quando hanno firmato per i loro mutui.
Se sono in SPM (sindrome premestruale) lo penso persino quando pagano uno per l’altra al cinema o al ristorante.
Quando davanti a me c’è un posto vuoto o mi dicono tu vieni con un’amica?
Ti dico però anche cosa penso subito dopo, cosa dovremmo pensare tutte: nessun posto resta vuoto. E i migliori sono sempre un po’ in ritardo.
Non ci pensare. Vivi bene. Vai avanti.

Foto © Rasulov - Fotolia.com

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