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Emme

Se il matrimonio è scoppiato e tu lo sai

Il matrimonio con il ragazzo che ami dal liceo è finito, tu lo sai. Lui, invece, si domanda il perché della tua tristezza che imputa a una mancata gravidanza. Come uscirne?

Cara Emme,
Ho 33 anni e sono sposata da un anno ma non ce la faccio più. Non mi dovevo sposare. Ma stavamo insieme dal liceo e mi sembrava la continuazione logica. Adesso però sono veramente depressa, e lui pensa che sia perché non resto incinta. Non so come uscirne. E non voglio deludere tutti. Come si fa?
B.

B. tesoro,
potresti fare come il vecchietto di "Up" e legare milioni di palloncini alla tua casa mentre lui è fuori e volare via, con tutta la villetta verso il Sud America. Lui lo ha fatto. Si può.
Purtroppo i tuoi palloncini scoppierebbero. Perché non c’è amore dentro.
Il vecchietto di "Up" riusciva a farli volare con l’amore per la donna che era stata con lui tutta la vita e non c’era più. Tu non riusciresti a gonfiarne uno nemmeno con l’amore per te stessa.
Quindi B. partiamo da lì.
La cosa bella, anche nelle situazioni peggiori, è che c’è sempre un punto da cui ripartire, coincide con una fine e si chiama nuovo inizio.
Ci arriviamo tra qualche riga.
Prima devi uscire da quel matrimonio liceale.
Tuo marito non ne ha la più pallida idea se pensa che tu sia depressa perché ancora non cambiate pannolini. Ecco, te la butto li, smettere di fare sesso potrebbe dagli un indizio. E portare a una conversazione. Diamogli delle motivazioni. Non è più il ragazzo con l’apparecchio che ti portava la cartella, e nemmeno allora avrebbe meritato le carriole piene di silenzi e palle che più o meno inconsapevolmente gli rovesci ai piedi del letto tutte le sere.
Digli come ti senti. Digli che vuoi finire questo matrimonio.
Senti cosa ti dice. E ascolta come ti senti tu.
Sarete ad armi pari davanti al problema, e magari avrà idee migliori delle tue. O delle mie (anche se la fuga come il vecchio di "Up" resta un mio sogno nel cassetto…)
Ho letto da qualche parte di un rito che si compie per scongiurare le paure che hanno rischiato di inghiottirci.
Si prendono dei petali di rosa tra le mani e li si fa scivolare in un pozzo ripetendo “Ecco il mio ringraziamento al mostro che non è riuscito ad inghiottirmi”. Ora, visto l’umore, stai alla larga dai pozzi, va bene anche il vento che è anche più poetico.
Eppure il mostro non ti inghiottirà B, perché lo prenderai a calci nel sedere e ti leverai di dosso le aspettative del tuo futuro ex marito e delle vostre famiglie, fossero anche i Soprano.
Ognuno merita una vita per se stesso, anche perché, cara, DUE NON CE LE DANNO.
Forza!

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Credit Foto © Jürgen Fälchle  - Fotolia.com

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