Farro
Il farro era assai apprezzato dai Romani, che lo preparavano sotto forma di polentina, ma divenne cibo dei poveri quando si iniziò a importare il frumento dall'Egitto. Coltivato in Oriente e in Africa, fino all'inizio del '900 era diffuso in Svizzera, Francia e altri paesi europei, per cadere in disuso quando venne soppiantato dal frumento, ricavato peraltro da incroci con il farro stesso. In Italia è coltivato in Toscana e Lazio e ha conosciuto un certo successo dovuto alla rivalutazione della dieta mediterranea.
Il farro ha una resa piuttosto scarsa e un processo di lavorazione laborioso; viene venduto sotto forma di chicchi, pasta o prodotti da forno. La qualità dei chicchi si riconosce dalla loro lunghezza che arriva agli 8 mm nella prima scelta, a 5 mm nella seconda; viene venduto anche il residuo della lavorazione, che, essendo in pezzi più piccoli, cuoce più in fretta.
Il farro viene venduto in chicchi confezionati sottovuoto oppure sciolto; comunque va conservato al buio e in luogo fresco. Il farro cotto può essere conservato in frigorifero un paio di giorni, in un recipiente coperto.
Il farro ha una resa piuttosto scarsa e un processo di lavorazione laborioso; viene venduto sotto forma di chicchi, pasta o prodotti da forno. La qualità dei chicchi si riconosce dalla loro lunghezza che arriva agli 8 mm nella prima scelta, a 5 mm nella seconda; viene venduto anche il residuo della lavorazione, che, essendo in pezzi più piccoli, cuoce più in fretta.
Il farro viene venduto in chicchi confezionati sottovuoto oppure sciolto; comunque va conservato al buio e in luogo fresco. Il farro cotto può essere conservato in frigorifero un paio di giorni, in un recipiente coperto.





