Come riconoscere gli additivi alimentari (seconda parte)

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Gli additivi alimentari sono fondamentali per la salubrità dell'alimento, se naturali, ma comportano qualche rischio se non usati correttamente.

Quando acquistiamo un prodotto troviamo una serie di lettere e numeri che è impossibile decifrare ma grazie a questa guida avrete un aiuto in più per riconoscerli: si chiamano additivi alimentari e sono utilizzati per migliorare le caratteristiche del cibo: sapore, colore, aspetto, conservazione, odore. Ecco come riconoscere gli additivi alimentari:

Nella prima parte abbiamo descritto i coloranti, i conservanti, gli antiossidanti, ora scopriamo cosa sono i:

  • Correttori di acidità (E325-E385). Sono additivi che conferiscono un sapore acidulo al cibo.
  • Addensanti, emulsionanti, stabilizzanti (E400-E495). Impediscono la separazione degli alimenti (es. maionese), ne migliorano la consistenza e la spalmabilità.
  • Aromatizzanti. Nel caso dell’aceto, limone e alcool sono di origine naturale, mentre nel caso della vanillina o la cumarina sono di origine sintetica. Servono a dare un particolare odore o sapore all’alimento. I lattoni, invece, hanno una struttura propria, non esistente in natura.
  • Edulcoranti. Conferiscono dolcezza al cibo e possono essere di origine naturale come il saccarosio e lo xilosio, mentre l’aspartame e la saccarina hanno origine sintetica. A questo proposito leggete la guida come zuccherare senza zucchero

È utile sapere che la Comunità Europea non ammette l’uso di additivi, anche innocui, se non è dimostrata la necessità della sua presenza.

  • Esiste una lista che comprende gli additivi che possono essere usati nella preparazione degli alimenti.
  • Ci sono degli additivi che sono sospettati di essere dannosi per la salute (il rischio è proporzionale alla dose assunta). La legge stabilisce la Dose Giornaliera Ammissibile ma non è considerata l’ingestione totale e l’interazione con additivi diversi assunti in un pasto o nell’intera giornata.
  • Molti additivi alimentari sintetici sono stati collegati a depressione, allergie, iperattività, emicranie e difficoltà di apprendimento nei bambini.
  • In generale, non sono pericolosi per la maggior parte della popolazione ma possono accentuare allergie per soggetti più sensibili.
  • Se di origine naturale, possono essere addirittura benefici per la salute perché fondamentali per la salubrità dell’alimento (se usati correttamente).

 

Si consiglia di consumare con moderazione alimenti troppo lavorati. Preferire, se possibile, quelli naturali.
 

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