Malattia di Lyme: la cura

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La malattia di Lyme si trasmette con il semplice morso di una zecca. Qual è la cura per questa infezione?

Febbre, brividi, mal di testa, dolori e un senso di malessere generale: sono questi i primi sintomi della malattia di Lyme, un'infezione trasmessa dal morso di una zecca.

Alla sua base c'è un batterio, la Borrelia burgdoferi, che può infettare le zecche appartenenti al genere Ixodes nel momento in cui si nutrono del sangue di animali (ad esempio topi e cervi) a loro volta portatori del microbo.

Per poter trasmettere il batterio della malattia di Lyme una zecca deve rimanere attaccata all'organismo per 24-36 ore

Purtroppo accorgersi della presenza dell'animaletto non è sempre semplice. Spesso, infatti, si tratta di esemplari molto piccoli che non si fanno né vedere né sentire.

D'altra parte, la maggior parte delle persone che vengono morse da una zecca non contrae la malattia di Lyme.

Nel caso in cui si sospetti l'infezione è necessario monitorare attentamente la situazione per almeno 30 giorni in modo da verificare se compare un'eruzione cutanea o un altro possibile sintomo della malattia.

Per confermare la diagnosi è poi sufficiente un esame del sangue che verifichi la presenza di anticorpi diretti contro Borrelia burgodoferi, ma nelle aree in cui si tratta di un problema comune un medico potrebbe essere in grado di diagnosticarla senza aver bisogno di specifici accertamenti. In fasi più avanzate della malattia potrebbero invece essere necessarie altre analisi, come un elettrocardiogramma, un ecocardiogramma, una risonanza magnetica o l'analisi del liquido cerbrospinale.

La cura può invece iniziare non appena si sospetta la possibilità di un'infezione.

Dal punto di vista pratico è possibile assumere una singola dose dell'antibiotico doxiciclina nel momento in cui:

  • un medico o un infermiere ha identificato la presenza di una zecca che potrebbe essere portatrice della malattia di Lyme;
  • si pensa che la zecca sia rimasta attaccata alla sua 'vittima' per almeno 36 ore;
  • sono passate meno di 72 ore dal momento in cui la zecca è stata rimossa;
  • il tasso di zecche portatrici di Borrelia burgdoferi nell'area in cui ci si trova è almeno pari al 20%.

In caso di diagnosi accertata, invece, la cura si basa sull'assunzione di un antibiotico per un periodo che in genere varia da 10 giorni a 4 settimane.

Fra i principi attivi più utilizzati sono inclusi la doxicilina, l'amoxicillina, l'azitromicina, la cefuroxima e il ceftriaxone; la scelta dipende sia dallo stadio della malattia sia dai sintomi con cui si manifesta.

Inoltre potrebbero essere prescritti dei farmaci contro i dolori che possono colpire le articolazioni, ad esempio antidolorifici come l'ibuprofene. Un trattamento precoce permette di curare l'infezione, e solo in rari casi la situazione degenera fino a che i sintomi finiscono per interferire con la vita quotidiana.

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Foto: © T. L. Furrer – Fotolia.com
Fonte: MedlinePlus  

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