Giornata Mondiale della Felicità: 7 metodi scientifici per essere felici

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In occasione della celebrazione mondiale della Giornata della Felicità anche la scienza ci dà qualche ricetta per migliorare la qualità della nostra vita.

Giornata Mondiale della Felicità: 7 metodi scientifici per essere felici

C'è chi si affidà alle frasi sulla felicità per trarre ispirazione. C'è chi segue filosofie orientali - come recita Francesco Gabbani in "Occidentali's Karma" - o nordiche - come l'Hygge, il Lagom o il Norvegian Wood. C'è chi, per essere felice, si affida alla scienza.

In occasione della Giornata Mondiale della Felicità ecco 7 metodi scientifici per essere felici.

1) Gratitudine. In uno studio pubblicato sul Journal of Happiness studies, la gratitudine passa dall'essere un elemento cardine di molte pratiche religiose a vero atto scientifico. In questa ricerca è stato chiesto a 219 persone di scrivere 3 lettere in cui ci si mostra grati per qualcosa, in un periodo di 3 settimane. Il risultato ha mostrato un aumento di felicità e soddisfazione nei partecipanti dello studio.

Uno studio dell'Università della California ha inoltre preso in esame la gratitudine e l'ha resa l'obiettivo di una pratica quotidiana: prendere nota di cosa si è grati quotidianamente. I ricercatori hanno osservato un aumento del grado di benessere in tutti i partecipanti.

2) Sonno. Durante la Giornata Mondiale del Sonno si è puntata l'attenzione sull'importanza della qualità del riposo e sui suoi benefici. Nello studio di Po Bronson e Ashley Merryman, “Nurture Shock”, è stato dimostrato che dormire dalle 6 alle 7 ore a notte ci rende meno sensibili alle emozioni negative, ci aiuta a concentrarci, ad essere più produttivi e felici.

Buone notizie anche per chi riesce a concedersi il sonnellino pomeridiano. Gli studiosi della Berkeley University hanno verificato che chi riesce a dormire 90 minuti in più durante il pomeriggio, ha un'umore più positivo.

3) Amici e famiglia. Secondo lo studio di Daniel Gilbert, chi riesce a trascorrere più tempo con amici e famiglia è più felice. La sintesi dei risultati indica che tutto ciò che ci rende felice in realtà mira a consolidare proprio i legami sociali e parentali: sono questi la vera essenza della felicità umana.

4) Aria aperta. Chi corre, lo sa: stare all'aria aperta fa bene. Grazie alle endorfine prodotte dall'esercizio fisico fuori casa, l'animo si predispone immediatamente alla felicità, ci si sente più concentrati e perfino la memoria migliora. Bastano 20 minuti: lo dice questo studio.

5) Pianificare una vacanza. Anche solo immaginare una pausa dal lavoro, un weekend che spezzi la routine, può predisporci alla felicità. Lo sostengono gli autori dello studio pubblicato su Applied Research in Quality of Life, che ha dimostrato come il più alto picco di felicità si verifica quando si pianifica una vacanza.

6) Mindfulness. Passando alle tecniche vere e proprie, per chi è alla ricerca di una pratica di meditazione ma non vuole convertirsi al buddhismo, c'è la Mindfulness. Si tratta di una meditazione scientifica, propagandata come abitudine chiave per migliorare la concentrazione, l'attenzione e la cama.

Uno studio del Massachussetts General Hospital ha osservato che chi pratica la Mindfulness registra una riduzione dello stress. Le scansioni cerebrali hanno messo in luce anche un incremento della densità della materia grigia nell'ippocampo, zona del cervello dedicata ad apprendimento e memoria, consapevolezza, compassione e introspezione.

7) Esercizio fisico. Infine, non dimentichiamo l'esercizio fisico. In uno studio citato nel libro di Shawn Achor, "The Happiness Advantage", si mettono a confronto tre gruppi di pazienti: quelli che curano la depressione con i farmaci, con l'esercizio fisico o con un mix dei due metodi.

Dopo sei mesi dalla prima valutazione, chi assumeva solo farmaci è ricaduto nella depressione (38%). Il 31% di chi si curava con un mix di farmaci ed esercizio fisico accusava di nuovo la malattia. Solo il 9% di chi aveva scelto di curarsi con il solo esercizio fisico, era ripiombato nella depressione. 

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