Un terremoto chiamato autismo: la storia di Franco Antonello

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Vent'anni fa la vita di questo padre veniva stravolta dalla diagnosi di autismo per suo figlio. Oggi la storia di Franco e Andrea ha dato vita a una fondazione-azienda.

Un terremoto chiamato autismo: la storia di Franco Antonello

Immaginate di sentir dire dai medici che hanno visitato vostro figlio che lui non sarà più lo stesso. Che è affetto da autismo. Le vostre certezze crollano. I problemi così come li conoscevate, diventano bazzecole. "Un terremoto", lo definisce Franco Antonello, che quella notizia l'ha ricevuta 20 anni fa. "Quando la disabilità grave entra in famiglia è come se si scatenasse un terremoto. Solo che è un sisma che dura tutta la vita. Non sai che fare e nessuno ti aiuta", racconta il papà di Andrea, 23 anni, in un'intervista a "La Stampa".

Per questo Franco Antonello ha costruito una nuova vita, su quel terremoto, e ha imparato a danzare sulle scosse dell'autismo, scrivendo libri e creando una fondazione-azienda: I bambini delle fate

Il 2 aprile si celebra la Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo, condizione che in Italia ha due facce. "Chi ha cultura e soldi, si salva - dice Antonello - gli altri finiscono nella disperazione assoluta".

Per molte persone autistiche infatti la vita è fatta di psicofarmaci e centri non adeguati. "Nel nostro Paese ci sono 400mila ragazzi affetti da autismo. Il 99% è privo di sostegno e le famiglie sono costrette ad arrangiarsi. Sentendosi dimenticate dalla società".

Franco Antonello ha lavorato per anni nel mondo della pubblicità e delle comunicazione. Ha creato un'azienda tutta sua. Poi la sua vita è stata sconvolta dall'autismo di Andrea. Al che ha messo a disposizione del sociale la sua esperienza.

Nasce così la fondazione I bambini delle fate, un'industria del sociale con sede a Treviso, 15 dipendenti, 10 incaricati che curano i rapporti con le aziende e 50 "fate" che raccolgono le adesioni private.

 

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Grazie ai fondi raccolti - di cui la fondazione dà conto mensilmente dalle pagine dei quotidiani - sono stati finanziati 48 progetti in tutta Italia per ragazzi affetti da disabilità.

Quando ha scoperto la malattia del figlio, Franco ha portato Andrea in viaggio in giro per il mondo. "Ogni singolo giorno passato in viaggio è stato bellissimo - dice Franco - La cosa più positiva è che girando il mondo mio figlio ha conosciuto l'amicizia, l'amore e realtà nelle quali la disabilità è considerata solo come un modo diverso di approcciarsi. Così ha costruito la sua autostima e ha capito che autismo non significa solo restare chiusi in una stanza e prendere farmaci".

Oggi Andrea è seguito dai tutor della fondazione, collabora alle attività, compreso il film che nascerà dal primo libro che racconta la sua storia, “Se ti abbraccio non aver paura” (Marcos y Marcos) e ha la possibilità di ricevere ciò che gli manca di più: l'amicizia.

"Andrea non ha amici perché nessuno vuole uscire o andare al cinema con lui. E questo è un problema culturale". Per questo, Antonello lancerà nel prossimo anno un nuovo progetto: il Banco del tempo sociale.

In questo progetto ci saranno ragazzi con disabilità e studenti del liceo. "Ogni ragazzo diversamente abile avrà tre amici, che staranno con lui due ore a settimana. Chi parteciperà riceverà anche crediti scolastici. Questo perché sono convinto di una cosa: se tutti dedicassero a una persona disabile un po' del loro tempo avrebbero la possibilità di guardare il mondo da una prospettiva diversa".

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