Gender gap: cos'è e a che punto è l'Italia

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Secondo l'ultimo Global Gender Gap Report, la parità è ancora molto lontana. Nella classifica stilata dal World Economic Forum l'Italia è al 50esimo posto: cosa ci blocca? Facciamo il punto. 

Gender gap: cos'è e a che punto è l'Italia

L'uguaglianza tra le condizioni sociali, economiche e culturali di uomini e donne sono ancora lontane. A dirlo è l'ultimo Global Gender Gap Report, che mette in evidenza dati secondo i quali l'universo femminile è ancora penalizzato a livello di identità di genere.

Eppure, dal 13 febbraio 1881, data in cui fu usato per la prima volta il termine "femminismo" per indicare le mobilitazioni per il diritto di voto in Francia, è passato molto tempo. Ma sembra che, nonostante le donne studino di più e non si sposino più a tutti i costi, sono ancora relegate a spettatrici del successo dei colleghi uomini. Situazione ancora più grave in Italia, solo 50esima su 144 nazioni analizzate.

Facciamo il punto sul gender gap.

Cos'è il Gender gap. Il gender gap è costituito da tutte quelle differenze che si riscontrano a livello di condizioni economiche, di accesso al lavoro, sociali e di istruzione che influenzano le vite degli esseri umani, in base al loro genere sessuale di appartenenza. Tradizionalmente, quando si parla di gender gap, si tende a osservare l'esistenza di maggiori penalizzazioni per le donne rispetto agli uomini.

Il gender gap si suddivide in vari aspetti. L'attualità degli ultimi anni ha messo sotto gli occhi di tutti l'esistenza del gender pay gap. Si tratta delle differenze salariali tra uomini e donne che fanno lo stesso lavoro. Numerose star tra cui Patricia Arquette, Meryl Streep ed Emma Stone si sono schierate in prima persona per chiedere uguali compensi tra uomini e donne che lavorano a Hollywood.

Cos'è il Global Gender Gap Report. Introdotto per la prima volta nel 2006, il Global Gender Gap Report è stato istituito dal World Economic Forum e si propone di calcolare ogni anno la disparità di genere, quantificando i progressi compiuti dalle donne in tutti i campi nel corso degli anni. Il rapporto indaga tre macro-aree: salute (aspettative di vita e rapporto tra sessi alla nascita), istruzione (educazione elementare e superiore), economia (leadership, partecipazione al mercato del lavoro e salari), politica (rappresentanza).

Secondo l'ultima edizione del rapporto, i progressi ci sono, ma sono anora troppo timidi: solo 68 Paesi hanno registrato avanzamenti di punteggio rispetto al 2015, mentre ben 74 hanno peggiorato la propria condizione. La parità di accesso all'educazione è aumentata. La disparità in termini di salute è rimasta uguale. In politica le donne continuano ad avere il 41% in meno di opportunità e partecipazione economica rispetto agli uomini. Stessa cosa anche in politica.

Perché l'Italia è al 50esimo posto. Nonostante l'Italia sia l'ottava economia del mondo e il 51% della popolazione italiana sia costituita da donne, siamo solo al 50esimo posto su 144 nazioni indagate dal report, sorpassati da Burundi, Serbia e Mozambico. Eppure le donne studiano di più e vivono tre anni in più rispetto agli uomini. A pesare sulla disparità sono l'economia e la politica.

Solo il 54% delle donne infatti lavora e, chi lo fa, guadagna 0.48 euro per ogni euro guadagnato dai colleghi maschi. Il salario annuo di una donna ammonta a 23mila euro. Quello di un uomo, 44mila. Il mondo della politica poi, nonostante le quote rosa, non sembra prodigo di possibilità per le donne.



La cultura italiana è la causa principale. Non avendo mai avuto un Capo di Stato donna e avendo ottenuto il diritto di voto solo 71 anni fa, forse il problema del gender gap italiano sta tutto nella cultura del Paese. L'Italia è ancora intrisa di domande a cui le donne devono rispondere, limitandone l'esistenza. "Quando ti sposi?", "Non sei ancora sposata?", "Alla tua età io avevo già tre figli". Chi studia, viene considerata una "saputella" e chi ha successo nel lavoro o si emancipa, viene vista come una sborona o, peggio, esibizionista. Parlare di sesso in modo esplicito è ancora considerato sconveniente.

Cosa fare? Che fare, dunque, per azzerare il gender gap? Innanzitutto, potete calcolare a che età vedrete nel vostro Paese l'estinzione di queste differenze grazie a questo widget. I calcoli potrebbero scoraggiarvi. Ma l'arma principale per sconfiggere il gender gap è il dialogo e l'educazione dei bimbi e le bimbe, uomini e donne di domani, a non ragionare più per stereotipi, identità di genere e liste di traguardi fissati in base al genere, ma solo in base al proprio talento e al raggiungimento della felicità.  

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