Ansia, depressione e ossessioni: ecco i rischi corsi dai maniaci del lavoro

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Essere maniaci del lavoro può nascondere problemi psicologici? Scopri il legame con ansia, depressione e ossessioni! 

Ansia, depressione e ossessioni: ecco i rischi corsi dai maniaci del lavoro

Quando si è maniaci del lavoro la salute psicologica può correre dei rischi, e ad attendere gli stacanovisti dietro l'angolo non è solo lo stress.

Secondo alcune ricerche scientifiche la dipendenza dal lavoro può essere associata ad ansia, depressione e disturbi ossessivo-compulsivi

Non solo, lo stacanovismo è stato associato anche a una maggiore incidenza dei sintomi del disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD).

A svelare queste associazioni è uno studio pubblicato su PLoS One da un gruppo di ricercatori dell'Università di Bergen, in Norvegia, in collaborazione con ricercatori di Yale e della Nottingham Trent University.

Le loro ricerche hanno coinvolto oltre 16 mila partecipanti, che sono stati classificati come “maniaci del lavoro” in base a 7 criteri riconosciuti validi nella diagnosi delle dipendenze:

  • cercare modi per avere più tempo da dedicare al lavoro;
  • finire per lavorare più tempo di quanto si avesse intenzione;
  • lavorare per ridurre i sensi di colpa, ansia, impotenza o depressione;
  • non ascoltare chi dice che si dovrebbe lavorare di meno;
  • stressarsi se viene proibito di lavorare;
  • ridurre la priorità data a hobby, attività svolte nel tempo libero o attività fisica a causa del lavoro;
  • lavorare così tanto da influenzare negativamente la propria salute.

Per poter essere definiti stacanovisti è necessario rispondere a 4 o 5 di questi criteri.

Gli autori di questo studio hanno così classificato come dipendente dal lavoro il 7,8% dei partecipanti.

Fra di loro

  • il 33,8% rispondeva ai criteri per la diagnosi dell'ansia (contro l'11,9% dei non-stacanovisti);
  • l'8,9% rispondeva ai criteri per la diagnosi della depressione (contro il 2,6% dei non-stacanovisti);
  • il 25,6% rispondeva ai criteri per la diagnosi dei disturbi ossessivo-compulsivi (contro l'8,7% dei non-stacanovisti);
  • il 32,7% rispondeva ai criteri diagnostici dell'ADHD (contro il 12,7% dei non-stacanovisti).

Secondo Cecilie Schou Andreassen, primo nome dello studio, questi risultati suggeriscono che portare il lavoro all'estremo potrebbe essere il segnale della presenza di problemi psicologici o emotivi più profondi.

Se ciò rifletta vulnerabilità genetiche sovrapponibili, disturbi che portano ad essere maniaci del lavoro o, viceversa, se sia lo stacanovismo a causare questi disturbi, resta in dubbio”, osserva la ricercatrice.

In attesa di nuove ricerche i medici non dovrebbero dare per scontato che uno stacanovista apparentemente di successo non abbia a che fare con sintomi associati all'ADHD o altri problemi clinici”.

Foto © Kaspars Grinvalds – Fotolia.com
Fonte: University of Bergen 

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