Tatuaggi: attenzione all’inchiostro potenzialmente cancerogeno

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Alcuni tipi di inchiostro per tatuaggi potrebbero essere pericolosi per la salute perché potenzialmente cancerogeni. Sxopriamo di più.

Tatuaggi: attenzione all’inchiostro potenzialmente cancerogeno

I tatuaggi sono sempre più diffusi anche in Italia. Secondo un’indagine realizzata dall’Istituto Superiore della Sanità, nell’autunno del 2015 l’esercito dei tatuati italiani era di quasi 7 milioni di persone, quota pari al 12,8% della popolazione

Questa nuova tendenza non è però esente da rischi per la salute, fra cui sono inclusi quelli derivanti dall’uso di un inchiostro potenzialmente pericoloso.

A puntare i riflettori sull’argomento è l’Atir, l’Associazione italiana tatuatori riuniti, denunciando i possibili rischi associati all’uso dell’inchiostro nero Dynamic, esportato da Killer Ink e particolarmente diffuso nelle fiere dedicate al mondo del tattoo.

Come ha spiegato Geppi serra, presidente Atir, ad AdnKronos Salute, l’inchiostro nero Dynamic è un po’ meno costoso rispetto agli inchiostri di qualità ma, come indicato da alcuni importatori su etichette (che tuttavia non rispettano le norme vigenti) non dovrebbe essere utilizzato per eseguire dei tatuaggi.

Le analisi commissionate dall’Associazione avrebbero rilevato la presenza di metalli pesanti e di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), e quindi si tratterebbe di un prodotto potenzialmente cancerogeno e a rischio di mutazioni e malformazioni.

L’Atir avrebbe già informato Nas (i Nuclei Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri) e Ministero della Salute dei risultati delle analisi, raccomandando allo stesso tempo ai consumatori di affidarsi alle mani di tatuatori preparati e certificati, evitando gli abusivi e i prezzi stracciati.

Le sue raccomandazioni si aggiungono a quelle già formulate dagli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità che, proprio attraverso l’indagine condotta nel 2015, hanno evidenziato le possibili complicanze associate ai tatuaggi: dal dolore alle infezioni, passando per granulomi, ispessimenti della pelle e vere e proprie reazioni allergiche.

Indagini condotte dal Ministero della Salute svelano invece come il 18% dei campioni di inchiostro utilizzato dai tatuatori operanti in Italia siano contaminati da funghi o microbi.

Per i pigmenti non conformi è stato disposto il divieto di vendita, ma le indagini sembrano non essere ancora giunte al termine.

Foto © Andrey Zametalov - Fotolia.com
Fonti: Adnkronos; Ministero della Salute

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