AIDS, storia di un contagio che miete ancora troppe vittime

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Tutte le tappe della storia della sindrome da immuno deficienza acquisita e del virus HIV.

AIDS, storia di un contagio che miete ancora troppe vittime

La storia dell'AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita), malattia che in Italia solo nel 2015 ha provocato la morte di circa 1.000 persone (dati: Unaids), inizia negli anni Ottanta. Il 1° dicembre 1988 viene celebrata la prima Giornata Mondiale contro l'AIDS e, anno dopo anno, questa data diventa un'occasione per riflettere su prevenzione, cure e convivenza con il virus dell'HIV, all'orgine della sindrome. Ad oggi nel mondo ci sono 35 milioni di persone sieropositive. Solo in Italia sono 140mila.

In attesa che si raggiunga l'obiettivo proposto da Unaids - fine dell'epidemia entro il 2030 - ecco com'è iniziata la diffusione dell'AIDS nel mondo

L'AIDS è una malattia del sistema immunitario umano causata dal virus dell'immunodeficienza umana HIV. La malattia interferisce con il sistema immunitario, limitandone il funzionamento e l'efficiacia ed esponendo le persone infette a infezioni e allo sviluppo di tumori. La vulnerabilità aumenta con il progredire della malattia. Oggi la medicina dispone di terapie per controllare la progressione del virus, ma non esiste ancora un vaccino.

Il virus dell'HIV si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti, trasfusioni di sangue contaminato, aghi di siringhe usate da persone infette. Una donna incinta affetta dal virus HIV può trasferirlo al suo bambino durante la gravidanza, il parto o l'allattamento.

L'AIDS è stata riconosciuta come patologia il 5 giugno 1981, in seguito a cinque casi sospetti di polmonite da pneumocystis carinii in altrettanti uomini omosessuali a Los Angeles. All'inizio la malattia fu chiamata GRID (Gay-related immune deficiency). Dopo ulteriori osservazioni del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Atlanta, si osservò che la malattia era diffusa anche alle comunità degli haitiani, emofiliaci ed eroinomani, oltre a quella degli omosessuali. Nacque così la definizione "malattia 4H". Il termine AIDS è stato introdotto a luglio 1982.

Si fa risalire il primo riscontro positivo dell'HIV-1 al 1959 in Congo. Gli studi genetici indicano che il virus è passato nella popolazione umana dagli scimpanzé circa 50 anni prima. Nel 2007 uno studio affermò che un ceppo di HIV-1 era arrivato negli Stati Uniti nel 1969, attraverso il famoso paziente zero.

Gaetan Dugas, steward dell’Air Canada, è stato a lungo considerato il “paziente zero” dell’Hiv negli Stati Uniti. Morì nel marzo 1984. Secondo quanto raccontato nel libro inchiesta di Randy Shilts, pubblicato nel 1987, "And the band played on: politics, people and the Aids epidemic" Dugas ha avuto rapporti omosessuali con centinaia di partners. Sarebbe stato lui il primo ad ammalarsi, nel 1981 e, a causa del suo lavoro, avrebbe contribuito a diffondere il contagio in aree anche distanti tra loro.

Uno studio pubblicato su Nature nel 2016 ha spazzato del tutto la teoria. Secondo l'analisi genetica non c'è stato un paziente zero di AIDS. L'equivoco sarebbe nato da un errore di trascrizione. Venne infatti inquadrato dai medici come "Patient o" e non zero. La o stava per "outside", nel senso che arrivava da fuori della California. La "o" sarebbe poi diventata uno zero.

Secondo la ricerca, dopo aver esaminato 2.000 campioni vecchi di decenni, l'ingresso dell'HIV negli Stati Uniti risale all'inizio degli anni Settanta. L'epidemia è approdata a New York dai Caraibi.

Il primo personaggio famoso a morire a causa dell'AIDS fu l'attore omosessuale Rock Hudson. La sua vittima più celebre è stata invece Freddie Mercury, leader dei Queen, che morì per una malattia correlata all'AIDS.

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