AIDS e HIV: calo dei casi, ma ancora ritardi nelle diagnosi

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Secondo l'Istituto superiore di sanità nel 2015 si è osservato un lieve calo delle nuove diagnosi di infezione da HIV.

AIDS e HIV: calo dei casi, ma ancora ritardi nelle diagnosi

Per la Giornata Mondiale della lotta contro l'AIDS l'Istituto Superiore di Sanità ha rilasciato i nuovi dati sulle nuove diagnosi di infezione da HIV e l'incidenza del virus sulla popolazione. Nel 2015 si è osservato un lieve calo in entrambi gli indici.

Ma questo risultato non deve farci abbassare la guardia su infezione da HIV e AIDS.

Nel 2015, sono state riportate 3.444 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti. Questa incidenza pone l’Italia al tredicesimo posto tra le nazioni dell’Unione Europea. Oltre il 50% dei casi di AIDS segnalati nel 2015 è costituito da persone che non sapevano di essere HIV-positive

Le nuove diagnosi per l'infezione sono diminuite tra i consumatori di sostanze per via iniettiva, ma sono aumentati i contagi per via sessuale (85,5%), specialmente nella comunità omosessuale maschile. Le persone che nel 2015 hanno scoperto di essere HIV-positive nel 77,4% dei casi sono maschi, di età media di 39 anni.

Le regioni con la più alta incidenza di contagio da HIV tra gli stranieri sono state Abruzzo, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna: le più colpite tra gli extracomunitari sono le donne eterosessuali (36,9%).

Tuttavia il ritardo nella diagnosi è ancora alto. Come evidenzia il rapporto nel 2015 il 32,4% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv aveva eseguito il test per la presenza di sintomi correlati al virus. Il 27,6% lo ha fatto in seguito a un comportamento a rischio non specificato. Il 13,2% ha scoperto di essere HIV-positivo nel corso di accertamenti per un’altra patologia.

Massimo Oldrini, presidente Lila, ha dichiarato a DeAByDay, "L'Aids dovrebbe far paura ai governi perché la sola infezione da Hiv richiede farmaci molto costosi per essere trattata". Infatti, è rimasta costante la quota di persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV in fase clinica avanzata (bassi CD4 o presenza di sintomi). Questi pazienti devono essere subito sottoposti a cure specifiche e terapia antiretrovirale. I dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità evidenziano anche un lieve calo del numero annuo di nuove diagnosi di AIDS.

Nel 2015 il numero di decessi collegati all'AIDS è rimasto stabile. Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono stati segnalati oltre 68.000 casi di AIDS, di cui più di 43.000 deceduti. Nel 2015 sono stati diagnosticati 789 nuovi casi di AIDS. Il rapporto evidenzia che in 10 anni è aumentata anche la proporzione delle persone con nuova diagnosi di Aids che non sapeva di essere sieropositivo. Questi pazienti hanno scoperto la propria condizione nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids: una percentuale passata dal 20,5% del 2006 al 74,5% del 2015.

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