Alzheimer, anche l'uva aiuta a proteggere il cervello

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Sapevi che l'uva può proteggere il cervello? Scopri i suoi benefici contro l'Alzheimer! 

Alzheimer, anche l'uva aiuta a proteggere il cervello

Sa di estate e d'autunno, l'uva. E' facile associare i suoi grappoli ai raggi di sole dei mesi più caldi dell'anno e all'odore del mosto; se, poi, si tiene conto anche delle proprietà benefiche associate a questo frutto i motivi per non amarlo non mancano affatto.

L'uva è una fonte di polifenoli, preziose molecole dall'attività antiossidante e antinfiammatoria

Il suo consumo sembra poter aiutare anche a proteggere la salute del cervello. A suggerirlo sono diverse ricerche scientifiche secondo cui ad entrare in gioco sarebbe più di un meccanismo.

I polifenoli dell'uva sembrano ad esempio aiutare a ridurre lo stress ossidativo a livello cerebrale. Inoltre aiuterebbero a garantire una buon flusso di sangue verso quest'organo, lo proteggerebbero dall'infiammazione e favorirebbero la presenza di quantità adeguate di molecole che consentono di avere una buona memoria.

Fra i benefici derivanti dal loro consumo ci sarebbe anche la prevenzione dell'Alzheimer. Le buone notizie, però, non finiscono qui. Sembra infatti che per sfruttare quest'arma di prevenzione naturale non sia obbligatorio assumere medicinali o integratori a base di questi polifenoli, ma che sia sufficiente mangiare l'uva che li contiene. A suggerirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Experimental Gerontology da un gruppo di ricercatori dell'Università della California di Los Angeles, negli Stati Uniti.

Mangiare uva per 2 volte al giorno per 6 mesi protegge dalle alterazioni metaboliche associate all'Alzheimer

Lo studio”, spiega Daniel Silverman, responsabile della ricerca, “esamina l'impatto dell'uva come frutto intero rispetto a quello di composti isolati”. In particolare, gli esperimenti hanno previsto che i 10 partecipanti (5 uomini e 5 donne di età media pari a 72 anni affetti da lievi problemi cognitivi) assumessero una quantità di polvere d'uva corrispondente al consumo quotidiano di poco più di 2 tazze di acini del frutto o un placebo (una polvere non contenente polifenoli simile alla polvere d'uva sia in termini di sapore che di aspetto).

All'inizio e alla fine dello studio, che è durato 6 mesi, sono state valutate sia le capacità cognitive dei partecipanti che le variazioni del metabolismo a livello del cervello. Il motivo? Una riduzione dell'attività metabolica cerebrale è un indicatore della presenza di un Alzheimer in fase precoce.

Ne è emerso che il consumo di uva aveva protetto il funzionamento del metabolismo proprio nelle regioni del cervello colpite nelle fasi più precoci di questa forma di Alzheimer. Inoltre l'assunzione di polvere d'uva aveva stimolato cambiamenti positivi nel metabolismo di alcune regioni cerebrali associati a miglioramenti delle capacità cognitive e della cosiddetta 'memoria di lavoro', quella che permette di ricordare temporaneamente delle informazioni e di elaborarle.

Questi risultati, spiega Silverman, “suggeriscono che il consumo regolare di uva potrebbe fornire un effetto protettivo contro il declino precoce [delle capacità cognitive] tipico della malattia di Alzheimer”.

Il ricercatore sottolinea la necessità di condurre ulteriori studi clinici che coinvolgano più pazienti per poter confermare gli effetti osservati in questa sperimentazione; sul fatto che l'uva potrebbe essere un'arma utile per proteggere la salute restano però pochi dubbi, e questo studio non fa che aggiungersi alle sempre più numerose prove a supporto dei benefici di questo frutto sia per il sistema nervoso che per l'apparato cardiovascolare.

>>>LEGGI ANCHE: Come fare il succo d'uva

Foto: © by-studio – Fotolia.com
Fonte: EurekAlert! 

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