Morbillo, in Europa Italia seconda per numero di nuovi casi

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Triste record per l'Italia: il numero di casi di morbillo è fra i più alti d'Europa. Scopri come proteggere te e i tuoi bambini.

Morbillo, in Europa Italia seconda per numero di nuovi casi

Nell'ultimo anno in Italia sono stati registrati 1387 casi di morbillo, numero che fa piazzare lo Stivale al secondo posto della classifica dei Paesi dell'Europa in cui la malattia è più diffusa. A riportare l'attenzione sull'argomento è stata la Settimana Mondiale dell'Immunizzazione, promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) alla fine di aprile 2017..

Quelli registrati in Italia rappresentano il 22% dei casi europei di morbillo, una quota decisamente superiore rispetto a quella propria di altre Nazioni

Infatti da questo punto di vista la situazione italiana è migliore solo rispetto a quella della Romania, dove sono state registrate ben 2.702 infezioni.

I casi tedeschi sono invece stati ben più limitati, fermandosi a quota 365, e negli altri Paesi la diffusione della malattia è risultata ancora più contenuta. Qualche esempio? In Polonia ne sono stati registrato solo 145 casi, in Francia 126, in Svizzera 105, in Belgio 92 e in Austria 89.

I dati diffusi dall'Oms si riferiscono all'incidenza del morbillo tra il mese di marzo 2016 e il febbraio del 2017 ed evidenziano l'allarmante tendenza all'aumento dei casi di morbillo nel Bel Paese, dove sono passati dai 56 casi del settembre del 2016 ai 419 del febbraio 2017.

Secondo Flavia Bustreo, vice direttore degenerale per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ad entrare in gioco in fenomeni di questo tipo è la riduzione del ricorso ai vaccini che permetterebbero invece di evitare patologie come il morbillo.

“Abbassare i livelli di copertura vaccinale permetterà il ritorno di malattie mortali che avevamo debellato”, spiega l'esperta, secondo cui tra il 2000 e il 2015 il vaccino ha evitato 20,3 milioni di decessi in tutto il mondo.

A causa della diffusione di bufale e falsi miti, spesso alimentati da ingiustificati allarmismi mediatici, stiamo rischiando di fare pericolosi passi indietro”, commenta Bustreo, ricordando che i vaccini sono sicuri e vantaggiosi. “Non vi è alcuna base scientifica che provi legame o correlazione tra questi e alcune patologie come, per esempio, l’autismo”.

Attualmente il morbillo è ancora una delle principali cause di decesso fra i bambini. Nel 2015 le morti imputabili a questa malattia sono state oltre 134 mila, molte delle quali al di sotto dei 5 anni di età.

L'immunizzazione è uno degli strumenti più efficaci a disposizione della sanità pubblica, in termini di capacità di salvare vite umane, e più in generale avere enormi benefici anche economici sull’intera società”, sottolinea l'esperta. “Salva milioni di vite ogni anno e questa storia di successo sulla salute pubblica deve essere sostenuta”.

Ecco i 5 aspetti chiave che secondo l'Oms non dovrebbero essere dimenticati:

  1. L’immunizzazione con i vaccini è il modo più sicuro per proteggersi dalle malattie.
  2. Anche se si crede che il rischio di infezioni sia basso è sempre meglio vaccinarsi.
  3. I vaccini combinati sono sicuri e vantaggiosi
  4. Non c’è nessuna correlazione tra vaccini e autismo
  5. Se si smette di vaccinarsi, torneranno delle malattie mortali ormai debellate.

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Foto © Dan Race – Fotolia.com 

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