Dolore all'osso sacro: quando l'origine è viscerale

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Sono molte le cause che possono determinare dolore all’osso sacro. Come capire quando l’origine è viescerale? 

L’osso sacro è situato nella parte inferiore della colonna vertebrale e ha una forma triangolare. Sono diversi i disturbi che causano dolore in questa parte del corpo e possono essere di varia natura e gravità.

La causa più comune è generalmente legata ad una cattiva postura, spesso associata ad un’eccessiva sedentarietà. Quando una persona sta seduta per molte ore, infatti, i muscoli nella parte inferiore della schiena si irrigidiscono e diventano eccessivamente tesi.

Problemi analoghi, comunque, si verificano anche in presenza di eventuali disturbi alla colonna vertebrale oppure a seguito di movimenti in torsione errati o associati allo spostamento di carichi eccessivi pesanti.

L’origine di tale dolore, tuttavia, può anche essere derivante da una gravidanza. Durante l’ultimo trimestre di gestazione i legamenti della donna si rilassano, il peso del bimbo affatica i muscoli pelvici, cambia il modo di camminare della futura madre e i movimenti del feto possono far scatenare questo disturbo.

Talvolta, però, il dolore all'osso sacro può anche essere di natura viscerale o associato a malattie urologiche e ginecologiche.

Nell’endometriosi esterna, ad esempio, la donna può percepire male ai legamenti sacro-uterini o dietro il collo dell’utero. In questo caso, il dolore quasi sempre si irradia anche nella parte inferiore della schiena generando, quindi, anche dolore all'osso sacro.

Un eventuale prolasso uterino, la presenza di vene varicose nel bacino, un utero retroverso o un anomalo gonfiore alle ovaie implicano tendenzialmente indolenzimento nella parte bassa della colonna vertebrale. Per quel che concerne gli uomini, invece, un fastidio in questa zona può essere associato ad una prostatite cronica.

Quando il dolore è persistente ed invalidante, tuttavia, diventa necessario consultare il proprio medico di fiducia. Solo quest’ultimo, infatti, sarà in grado di valutare la causa scatenante e di giungere ad una diagnosi certa. Sarà lui, quindi, a consigliare se opportuno una visita specialistica più approfondita, l’assunzione di farmaci antinfiammatori, trattamenti di chiropratica, fisioterapia o quant’altro.

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