Come prevenire la rosolia in gravidanza

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La maggior parte delle donne in età fertile non è vaccinata o non conosce il proprio stato immunitario. Ecco come prevenire la rosolia in gravidanza.

Sono ancora molte le donne che iniziano una gravidanza senza ricordare se da piccole si sono ammalate di rosolia. Per saperlo basta un semplice prelievo del sangue (rubeo -test)e se l’infezione non è mai stata contratta, basta vaccinarsi prima del concepimento, per stare tranquille.

Ecco come prevenire la rosolia in gravidanza

  • La rosolia è una malattia esantematica virale tipica dell’infanzia che ha un decorso benigno. Una volta contratta lascia un’immunità permanente, pertanto non è più possibile ammalarsi.
  • Se però non la si ha mai avuta e si contrae in gravidanza, può essere pericolosa poiché può provocare aborto spontaneo o malformazioni gravi al feto.
  • Se non si è mai fatto il rubeo-test prima del concepimento, il ginecologo lo prescriverà insieme ai primi esami della gravidanza.
  • Se si scopre di non essere immuni, bisogna assolutamente evitare di contrarre l’infezione nei primi tre-quattro mesi perché i rischi sono molto alti.
  • Trascorse le prime 12-16 settimane, le probabilità di passaggio transplacentare del virus è sempre più bassa e se l’infezione dovesse arrivare al bambino, non c’è più rischio di malformazioni ma resta un rischio generico comune ad altre infezioni di tipo virale (sofferenza fetale, ritardo di crescita) che richiedono un monitoraggio più attento.
  • Dopo la ventesima settimana l’infezione non desta preoccupazioni.
  • Se si contrae la malattia durante l’attesa è necessario fare accertamenti approfonditi in un ospedale di II livello.

Ecco alcuni consigli per evitare il contagio durante la gravidanza

  • Evitare persone o ambienti a rischio come scuole o luoghi molto affollati. La malattia si trasmette facilmente attraverso le vie respiratorie
  • Se la futura mamma ha già un altro figlio che proprio durante il primo trimestre deve essere sottoposto a profilassi antirubeolica. Il vaccino può essere somministrato poiché non c’è possibilità di trasmettere il virus iniettato col vaccino ad altre persone.

Photo Credit:© drubig-photo - Fotolia.com

In caso di esposizione a situazioni particolari di rischio, il ginecologo valuterà l’opportunità  di effettuare una profilassi specifica per potenziare le difese immunitarie e ridurre, in caso di infezione, la probabilità che questa si trasmetta al feto.

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