Cannabis terapeutica: cos'è e a cosa serve

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Agendo sul sistema nervoso centrale, la marijuana ha un effetto analgesico capace di controllare nausea, vomito e appetito. Ecco perché è importante che la legge permetta di coltivare cannabis in Italia 

Cannabis terapeutica: cos'è e a cosa serve

Nonostante l'attuale legislazione italiana non disciplini e punisca severamente la coltivazione, lavorazione e commercializzazione della cannabis, all'inizio del 2017 in alcune farmacie italiane è stata messa in commercio la prima canapa completamente made in Italy.

Infatti, la legge prevede che possano essere richieste concessioni speciali, soprattutto se legate alla sperimentazione. Il prodotto, realizzato dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, va ad affiancarsi a quelli già disponibili sul mercato, ma importati dall'Olanda, dove vengono prodotti da Bedrocan.

Ma perché la lotta sulla cannabis terapeutica è così importante? In che modo questa sostanza può migliorare la qualità della vita del malato? Facciamo il punto.

Originaria dell'Asia centrale, la cannabis ha un'antica relazione con il genere umano. I componenti  più importanti contenuti nelle infiorescenze sono il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD). Queste due molecole agiscono principalmente sul sistema nervoso centrale, riproducendo gli effetti degli endocannabinoidi, molecole prodotte dal corpo umano per regolare alcune importanti funzioni fisiologiche.

In natura esistono diversi tipi di cannabis: i più noti sono la indica e la sativa. Quest'ultima è la varietà più indicata per i fumatori abituali, quindi anche per chi è costretto da una malattia e dalla sua conseguente terapia del dolore, ad assumere questa sostanza. Infatti, tra gli effetti prodotti dai principi attivi di questa sostanza c'è quello di calmare il vomito e la nausea, nonché far tornare l'appetito nei pazienti sottoposti a chemioterapia, affetti da Aids o da anoressia nervosa.

Come dimostrano l'impegno di Marco Cappato e dell'associazione Luca Coscioni per legalizzarne la coltivazione, la cannabis terapeutica può avere numerosi utilizzi anche in situazioni davvero estreme. Ne sono un esempio gli impieghi nelle terapie del dolore dei malati di sclerosi multipla, Sla e da pazienti affetti dalla sindrome di Tourette. Inoltre, è utilizzata anche dai pazienti affetti da glaucoma.

La cannabis terapeutica può essere assunta per via orale, attraverso tisane, decotti, capsule composte da olio e resina ottenuti dalla pianta. Oppure può essere assunta per vaporizzazione, anche attraverso una sigaretta elettronica. Le capsule e le gocce sono le forme più usate dai pazienti cronici, dato che in questo modo si possono tagliare i tempi di preparazione.

Al momento dell'immissione sul mercato, come precisato in una nota del ministero della Salute, i primi 20 grammi prodotti dallo stabilimento militare autorizzato costavano 6,88 euro al grammo più Iva al 22%.

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